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Vieste – SBARCO DI DRAGUT, BENE COME «NUMERO ZERO» MA ORA BISOGNA QUALIFICARNE FORMA E CONTENUTO

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E’ andata. Fra qualche disguido tecnico ed incertezza organizzativa, la due giorni (30 e 31 maggio) della rievocazione delle vicende legate allo sbarco a Vieste di Dragut Rais è stata realizzata a Marina Piccola, con corollario di "quadretti" recitativi nel centro storico.
Come premessa, va evidenziato il coraggio dell’assessore comunale al Turismo di voler realizzare un’iniziativa pensata anni fa [vedi riquadro] e rimasta a lungo in gestazione.

E’ stato un "numero zero"
Nell’occasione si è trattato di una sorta di "numero zero", di una prima prova generale. Questo evento ora deve però fortemente qualificarsi nella forma e nei contenuti, per non restare confinato in una mediocre ricorrenza-celebrazione paesana che nulla ha a che fare con l’idea-progetto (che sappiamo condivisa in Comune) di farne un’occasione di promozione del territorio e di incentivazione culturale per la città.
Ed allora riteniamo indispensabile, per il prosieguo e la necessaria crescita dell’evento, fornire alcuni spunti e suggerimenti. Anche perché in queste occasioni, alla consueta e tipicamente viestana affermazione, "E’ la prima volta, che volete di più!", riteniamo che si debba argomentare con il dato di fatto che a Vieste con la scusa della "prima volta" molte situazioni sono rimaste cristallizzate a quell’inizio e così hanno perseverato nella mediocrità. Sgombrato il campo alle premesse, passiamo alle idee.

 

Un Comitato
La prima esigenza, per proseguire negli anni con l’evento, è di definire un apposito Comitato che, alla stregua di quelli delle festa patronali, anno dopo, chiunque governi a Palazzo di Città, provveda a organizzare, coordinare e realizzare la manifestazione. In questo organismo devono essere presenti varie figure, come ad esempio un consulente storico, un esperto di marketing e comunicazione, una rappresentanza di docenti scolastici, una rappresentanza di imprenditori, artigiani e commercianti, ed altre ancora, funzionali all’obiettivo. Questo Comitato avrà un’attenzione particolare al cosiddetto "marketing culturale", ovvero nella costruzione della manifestazione come vero e proprio strumento di promozione e vendita del nostro ”prodotto turistico” abbinato a contenuti culturali. Lo stesso Comitato si occuperà della raccolta fondi, partendo di base da una contribuzione che il Comune garantirà annoi dopo anno. A questa dovranno poi aggiungersi quelle dei privati (imprenditori, commercianti, ecc.) che potranno beneficiare ed organizzare (perchè presenti nel Comitato) ad un evento che possa animare la città.

Evento di cultura/promozione
Il progetto dovrà far convivere e coordinare due "anime" ovvero caratteri dell’evento: quello prettamente culturale/promozionale e quello scenica/teatrale.
Il primo carattere, quello culturale, dovrò servire a rimarcare fortemente la nostra identità/connotazione viestana e garganica. In questo un ruolo fondamentale dovrà essere svolte dalle scuole, in particolare la Primaria (che potrebbe inserire il progetto nel suo P.O.F., il Piano dell’Offerta Formativa). Così la pagina storica/culturale sarà approfondita e studiata nel corso dell’anno scolastico (per ogni ordine e grado) attraverso disegni, ricerche, temi, raccolte di “fatti orali” e di poesie, musiche, ecc. Nel contempo si dovrà lavorare ad uno studio della campagna di comunicazione (con apposito ed adeguato logo, spot per radio, tv, web) fatto dagli studenti con l’aiuto di esperti del settore. Nell’ambito della rievocazione dell’eccidio va posta anche la questione attualissima dell’integrazione culturale. Sarebbe perciò auspicabile operare per arrivare ad un gemellaggio con la località turca di Alicarnasso, città natale di Dragut, nell’ambito di uno scambio culturale tra Italia e Turchia, una nazione candidata ad entrare nell’Unione Europea, ospitando in concomitanza dell’evento un apposito convegno. Sul versante promozionale turistico, dando consistenza, organizzazione e validità alla manifestazione, si potranno predisporre con gli imprenditori turistici dei soggiorni ad abbinati all’evento, da promuovere nel corso dell’anno. In tale ambito è così pensabile di predisporre un apposito kit promozionale dell’evento (anche vendibile per raccogliere fondi), ad esempio un foulard/bandana con il logo, una medaglia rievocativa, altri gadgets (una radiolina formato pen drive per ascoltare nell’occasione le varie fasi della rappresentazione), da indossare nel corso della manifestazione, con una card per fruire di alcuni servizi della città.

Evento di spettacolo
Per la rappresentazione sarebbe opportuno studiare la possibilità di una “prova generale” per il periodo di fine maggio-giugno facendola seguire a quella vera e propria nell’anniversario dello sbarco proprio a luglio. Questo perchè tutti i grandi eventi che coinvolgono scene di massa hanno bisogno di una prova generale per mettere a punto i minimi dettagli. E’ chiaro però che alla fine si andrà ad avere una doppia rappresentazione all’anno.
Il risvolto dei costi organizzativi potrà essere attenuato proprio dal doppio evento e soprattutto dall’ottimizzazione delle risorse umane se si andranno opportunamente a coinvolgere le scuole, indispensabile serbatoio per il presente della manifestazione ma soprattutto in prospettiva futura.
Riteniamo inoltre importante suggerire una due-giorni sdoppiata ma completa e non a spezzatino.
La prima giornata va dedicata all’animazione “coinvolgente” dell’intero borgo antico (festa) con la messa a punto del percorso che rende partecipi in prima persona gli esercizi commerciali. Così si getteranno le basi per future e proficue collaborazioni. I "quadretti" recitativi devono essere marcatamente viestani: per ora si è parlato poco e male in viestano. Ecco perché quella “pagina storica va portata nelle scuole. Peraltro le scene proposte nel centro storico devono essere più consone al linguaggio ed alle situazioni che richiamano il 1554. Di qui scaturisce la già sottolineata necessità di un approfondimento con gli opprtuni studi.
Nella seconda giornata la rappresentazione deve essere riproposta interamente alla Marina Piccola. A tal riguardo si suggerisce di effettuarla sotto il costone che va dal ristorante "La Scogliera” fino al “Grottino”. Su una parte di quelle rocce si dovrà montare una impalcatura, quasi a pelo d’acqua, in modo da permettere lo sbarco. Su un lato si potrà posizionare una "roccia” per simulare l’eccidio della Chianca Amara”. Lo sbarco deve essere seguito ed evidenziato da apposito impianto luci, in particolare con un "occhio di bue". Il server audio va posizionato lungo tutto il costone, sulla Rotonda di Marina Piccola ed anche sul lungomare di fronte al "Grottino". L’innovazione “tecnica” più signficativa da apportare riguarda l’audio. Proponiamo di usare un impianto radiofonico. Attraverso un segnale radio si farà così in modo che l’audio dell’evento possa giungere a tutti sui telefonini, ipod oppure dalle piccole radioline previste nell’apposito kit. Per praticità i momenti audio dell’avvicinamento del galeone, dello sbarco e dei discorsi concitati sulle scialuppe potrebbero essere registrati, dovendo simulare dialoghi di massa, per evitare i tempi morti.
Per alcuni contenuti, se un tema conduttore può essere quello de giovani innamorati, bisogna però fare attenzione a non disperdere la centralità dei fatti di quella pagina di storia. Così vanno evitati coreografie e balletti che richiamano più a trasmissioni televisive, tipo “Amici”, che ad una vera e propria rappresentazione teatrale. Per rafforzare la presenza scenica sul palco andrebbero coinvolti come attori protagonisti almeno due “nomi” di richiamo per dare prestigio e tono alla manifestazione. A tal proposito è davvero indispensabile la presenza di una voce narrante che crei il contesto per le varie scene e spieghi i dettagli dell’evento storico.
Più cura, infine, deve esser dedicata a quelli che si ritengono erroneamente “piccoli e insignificanti dettagli”, ovvero le luci, i tempi morti e l’audio.
I nostri suggerimenti finiscono qui. Per il resto non ci resta che sperare in una collaborazione diffusa di tutta la comunità locale e provinciale, le cui risorse devono essere opportunamente coinvolte per evitare di metter su un evento avulso dal contesto sociale.

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L’idea – TUTTO ACCADDE  DURANTE UNA PASSEGGIATA…
L’idea di realizzare una rappresentazione dal vivo della vicenda dello sbarco a Vieste di Dragut e dell’eccidio della Chianca Amara è di qualche anno fa. Come spesso accade da noi, fu proprio durante una classica passeggiata che ad un terzetto, variamente assortito, balenò l’idea di ricordare quell’evento. Era una serata d’estate, nel periodo di un ViesteFilmFest, quando Carlo Nobile, il regista Ettore Scola e Ninì delli Santi fra una chiacchiera e l’altra, nel passeggiare fra i giardini di Marina Piccola, cominciarono ad abbozzare l’idea di ricordare lo sbarco di Dragut, realizzando proprio in quel luogo la relativa rappresentazione. Ovviamente il progetto esecutivo avrebbe visto Ettore Scola come regista e coordinatore dell’intera manifestazione che avrebbe dovuto coinvolgere tutta la città, immergendola nel passato, per far rivivere l’atmosfera di quel periodo. Se ne parlò approfonditamente, cominciando anche ad abbozzare dei dettagli tecnico-operativi per l’evento. Poi però, per i soliti problemi di risorse economiche, non se ne fece niente e quel sogno di una manifestazione che doveva essere spettacolare ma rigorosa nei suoi riferimenti storici rimase un sogno nel cassetto.

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BEN FATTO
# La recitazione in dialetto e la presenza scenica dei bambini della scuola Primaria in piazzetta Petrone.
# Il mix interpretativo dei tre ragazzi dell’Ipssar nella scena del corteggiamento alla Chianca Amara.
# Il ritmo recitativo delle due attrici della Compagnia "Cochlea" nella scena delle locandiere impegnate nell’attrarre gli avventori.
# L’impegno degli attori della Compagnia "Cochlea" per portare a termine questa "prima volta" della rievocazione.

DA MIGLIORARE
# La scelta musicale di far ascoltare, in alcune fasi del recital a Marina Piccola, brani di "pizzica" salentina e di relativo dialetto. Forse chi viene dal Nord (ma anche qualcuno sul posto) non sa che la Puglia è molto variegata e che sul nostro Gargano c’è la "tarantella". Non fatelo a sapere a quelli del Carpino Folk Festival (e gruppi annessi) che da anni si dannano per promuovere proprio la nostra musica tradizionale: ci resterebbero male e noi non ci faremmo una bella figura.
# Talune "invenzioni" storiche, come ad esempio quella di mettere durante lo sbarco sulle scialuppe dei corsari turchi (siamo nel 1554) la bandiera nera con il teschio: forse l’hanno trovato su… un sito web pirata?
# I diversi problemi tecnici per l’amplificazione dell’audio: la prima sera a Marina Piccola c’è stato davvero un black out e molti spettatori sono andati via (la seconda sera si è di molto migliorati), nella rappresentazione in Cattedrale dell’incendio poco si è visto per il buio pesto e le voci senza amplificazione audio (peccato per l’impegno di quelli del Pidocchietto)
# La campagna di comunicazione al di fuori di Vieste si è vista davvero poco (tranne un accenno alla Bit di Milano): basti dire che tutti coloro che volevano saperne di più hanno trovato fino all’ultimo il sito web dedicato (www.draguth.it) fino all’ultimo inattivo.

 

 

 


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