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TRANSADRIATIC RAID BOAT 2009…THE DAY AFTER

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E’ stata davvero dura per tutti, forse la più dura di tutte.  Questa la cronaca dettagliata degli eventi.

 

LA PARTENZA
I giorni del raid, quasi come il Montenegro del 2007, si sono infilati in una situazione Meteo assolutamenmte instabile, con una bassa pressione proveniente dai Balcani. Questo lo sapevamo tutti e nel  Briefing Sicurezza di mercoledì 27 maggio, si sono affrontate tutte le problematiche relative.

I Raid si sa sono sempre con partenze e rientri programmati, e tutti gli equipaggi devono avere la consapevolezza che non sempre si può partire con il bel tempo ed il mare calmo. Il giorno della partenza, così come previsto dalle carte meteo, siamo riusciti ad infilarci. Mare duro ma nessun problema, velocità di crociera dai 15 ai 22 kn, Lastovo è stata raggiunta in 3 ore da Vieste e circa 4 ore e mezza da Manfredonia e Foce Varano. Tutti riuniti a Porto Rosso di Lastovo e via per Korcula con mare calmo ed un tiepido sole primaverile. Sapevamo già che il martedì del rientro sarebbe stato un giorno difficile. All’arrivo a Korcula la prima cosa che ho ritenuto fare organizzare l’eventualità di un rientro ritardato di un giorno. Siamo in 130 persone e circa 70 camere occupate in 3 alberghi il una località altamente turistica come Korcula. Comunque il problema è risolto, se necessario POSSIAMO prolungare il soggiorno.

IL RIENTRO
Lunedì 1 giugno giornata pessima, forte vento e pioggia continua, si prova lo SkyDeck 97, ma sopratutto tutti a caccia di ristorantino per aragosta e pesce. Nel tardo pomeriggio briefing spontaneo presso l’internet point dell’Hotel Park. Tutti i siti meteo più affidabili anche se con differenze di interpretazione della direzione ed intensità dei venti e del mare, confermano questi dati: Martedì condizioni brutte, mercoledì ed anche giovedì condizioni peggiori. Nella tarda mattinata di Martedì nel centro Adriatico viene prevista una rotazione dei venti da scirocco a NE sempre con mare mosso ma in leggera attenuazione. Quindi si apre un corridoio per il rientro. Mercoledì invece tutto l’Adriatico è in  peggioramento con venti e mari agitati da tramontana. Si concorda di partire quasi tutti verso le 9:00 da Korcula, mentre due gruppi comunque preferiscono partire alle 6:30.

Le lunghissime procedure di uscita ritardano gli orari di partenza. Il gruppo "Foce Varano 5" con a capo "Folgore" lascia il Marina ACI, verso le 7:30, il gruppo "Manfredonia 2, con a capo "Maverick" lascia gli ormeggi verso le 8:00, tutti comunque con "pausa di riflessione" a Lastovo. La POLIZIA di Korcula è comandata purtroppo da teste di legno inflessibil, la Capitaneria invece è stata sicuramente più tollerante e comprensiva.

Verso le 8:30 tutti gli altri equipaggi si approntano nella Darsena del Marina ACI. Grazie all’intervento del Ministro del Turismo Croato, finalmente siamo riusciti a far venire la Polizia in porto per le procedure di uscita, e mentre tutto questo è in atto, su Korcula si abbatte un diluvio universale. La polizia ci stressa perchè vuole che ogni gommone sdoganato debba lasciare immediatamente gli ormeggi. Riusciamo a fargli capire che non si può partire sotto diluvio, così ci viene concesso di rimanere nel perimetro del Marina ACI.
Il diluvio dura circa 2 ore, nel frattempo riusciamo a comunicare con gli equipaggi già in navigazione che ci confermano mare mosso ma navigabile anche meglio dell’andata con velocità di crociera intorno ai 14/15 kn.  Nell’ultimo contatto telefonico "Kriss" comunica che è a circa 30 miglia da Vieste, "Maverick" a 54 miglia da Manfredonia. Procedono con mare mosso ma senza grandi difficoltà e ci invitano ad affrettare la nostra partenza. Alle 10:30 circa la Capitaneria di Porto di Korcula ci manda a dire che fuori il mare è “bonacciato” con onda lunga e ci incita a partire subito. Alle ore 11:00 siamo tutti in navigazione.

La navigazione fino a Lastovo ci fa ben sperare, procede tutto come previsto, mare formato di prua ma navigabile a bassa velocità, così senza perdere tempo mettiamo le prue verso Vieste, il porto più vicino.
L’orizzonte è tutto nero e il mare lentamente monta di prua. Dopo poche miglia da Lastovo la velocità di crociera precipita a 7 kn….si procede ormai a dislocamento. Un problema ad una radio ci obbliga a cambiare tutti frequenza e passare sul ch 71.

A 40 miglia da Vieste l’imbarcazione "Spartacus" (Monterey 40) stabilisce un primo collegamento con CircoMare Vieste. La navigazione è durissima, un forte temporale per fortuna di breve durata obbliga ad un raggruppamento di tutti gli equipaggi. Luci accese per tutti, si spera che il forte temporale possa mitigare il mare, invece sempre peggio. E’ pericolosissimo navigare vicini, si creano piccoli gruppi e si continua a 4/5 kn. Siamo al traverso di Pelagosa, ormai da molte ore in navigazione. Per radio all’appello non sempre tutti rispondono. E’ difficoltoso riuscire a parlare per radio mentre si naviga. La barca “Spartacus” perde il Pram sulla plancetta di poppa, forse un pò di panico a bordo comunque lascia i gommoni senza comunicare niente e prosegue da solo per Vieste e per 2 ore perdiamo il contatto radio con CircoMare Vieste. 

Finalmente a 25 miglia, a bordo di "Willy" riesco a riprendere il contatto radio con CircoMare Vieste che mi comunica che una motovedetta della Guardia Costiera già in mare dalla mattina, è in nostra attesa e ci viene lentamente incontro. Questo contatto ristabilisce tranquillità sia in mare che sopratutto a terra. Comunico posizione e velocità, si procede con difficoltà, lentamente ma siamo tutti in navigazione ed al momento nessun problema. Bisogna stringere i denti, abbiamo fatto 70 miglia, faremo anche le restanti 20 miglia.

L’equipaggio "Aurora" ha problemi a bordo, qualcuno dei passeggeri forse è in crisi di panico e sta male. Con il “Willy” uno SkyDeck 73, non riusciamo a stare fermi per aspettarli così decidiamo di tornare indietro per raggiungerli. Facciamo forse un paio di miglia e affianchiamo, lo Zar 65 di "Jugo" che ha già preso a bordo la ragazza "semi-svenuta" del gommone “Aurora”, il trasbordo non è facile comunque riusciamo a prendere a bordo del "Willy" un ragazzo più agile che così alleggerisce "Jugo". Siamo 5 equipaggi ma siamo obbligati a staccarci subito, non è assolutamente possibile navigare vicini. Cerco di spronare "Aurora" a mantenere duro e continuare, non si può fare altro che andare avanti. Fra poco potrebbe vedersi la costa. Il vento ed il mare sono sempre in peggioramento, ormai siamo al centro di una burrasca non prevista o comunque anticipata di alcune ore. Una rotta leggermente più stretta verso Bari, permette un migliore controllo del gommone, ma il pericolo di onde laterali richiede grande abilità di guida. Purtroppo dopo circa 1/2 ora perdiamo il controllo visivo con gli altri 4 gommoni. Via radio sappiamo che sono tutti in navigazione, la testa del gruppo è a circa due miglia avanti a noi. Siamo a 15 miglia da Vieste è con la motovedetta inizia la conta dei gommoni. I due gruppi della mattina sono tutti arrivati nei porti di Manfredonia e Foce Varano. Si comincia ad intravedere terra ma l’orizzonte è nero. La Charlie Papa ci viene incontro, "Aurora" chiede soccorso per cedimento psico-fisico e grazie ad un peschereccio viene localizzato e raggiunto dalla motovedetta.  Siamo ormai a meno di 10 miglia dalla costa. A bordo del "Willy" continuo a dare notizie e posizione di tutti i gommoni, non tutte le radio sono efficienti, le comunicazioni sono difficili comunque diciamo che tutto è sotto controllo. La motovedetta della Guardia Costiera mi comunica che ha preso a bordo i passeggeri di "Aurora" ed il Sacs 6.40 è al traino ma non per avaria.

Con CircoMare Vieste si comincia a fare la spunta degli arrivi, Vieste è ormai a 5 miglia adesso bisogna assicurarsi che tutti rientrano in porto. "Soprano", "Folgore" e "Nazgul" comunicano che procedono per Manfredonia avendo ormai il mare quasi di poppa, la cosa non mi piace ma sono irraggiungibili ed il collegamento radio è negativo. Il faro di Vieste finalmente ci indica il ridosso tanto agognato. Siamo tra gli ultimi ad entrare in porto, prendiamo l’ormeggio quando ci assicuriamo che sono tutti in porto, l’ultimo è lo Zar 53 di "Roby" che pur se molto provato entra scortato dalla motovedetta. Un’ambulanza è sul molo di Vieste ma fortunatamente non ne serve l’intervento se non per tranquillizzare i più provati.

Sul molo della LEGA NAVALE DI VIESTE sono tutti al lavoro dal Presidente Aliota in testa, per assicurare ormeggi ai gommoni e tutti i comfort necessari per gli equipaggi che finalmente hanno messo piede a terra. Sono le ore 20:00, dopo 9 ore durissime di mare tutti sono in porto, NON ABBIAMO VINTO L’ADRIATICO, MA L’ADRIATICO CI HA DATO UNA LEZIONE CHE RIMARRA’ SCOLPITA IN OGNUNO DI NOI.
Tutti i gommoni rimarranno a Vieste, alcune macchine sono già arrivate da Manfredonia e Foggia, si prenotano alcune camere per la notte, siamo tutti al riparo nella sede della Lega Navale dove ci si spoglia e si indossano abiti asciutti, bevande calde per tutti ed iniziano abbracci e strette di mano che pur senza dire una parola dicono tutto. Una cena improvvisata presso il ristorante della Lega Navale ci vede ormai tutti "rilassati" è andata bene abbiamo testato il limite "estremo" di affidabilità dei gommoni…MA NE AVREMMO FATTO TUTTI VOLENTIERI A MENO.

L’indomani mattina sia pure con un tiepido sole, la giornata è caratterizzata da una fortissima tramontana che imbianca il mare fino all’orizzonte, immaginiamo cosa ci sia al largo ma gli sguardi volgono altrove. Gli amici romani "Magara" e "Gommolino" dopo una bella dormita in albergo, non esitano a risalire in gommone per raggiungere Manfredonia, attesi da “Pascià” e dagli altri amici dell’Adventure Club Foggia.
Gli amici di Bari “Mr. Williams” e “Prima” preferiscono rientrare in treno e lasciare gli Zar a Vieste.

Questa la cronaca NUDA E CRUDA di una giornata che non dimenticheremo mai, il resto sono solo parole e con il senno del poi non ci saranno solamente che altre parole.

NON RILEGGO IL PEZZO E’ STATO SCRITTO DI GETTO SENZA PENSARLO….i commenti di tutti gli altri protagonisti completeranno questa avventura…..alla prossima

Marcello Cavallo
 


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