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Piano Attuativo Locale, sindacati inviano lettera di protesta ad Asl Fg e Regione

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In merito al Piano Attuativo Locale della ASL di Foggia, i segretari confederali territoriali di CGIL, CISL e UIL (Salvatore Castrignano, Carla Costantino, Sante Ruggiero), unitamente ai segretari di categoria del Pubblico Impiego (Antonio Bonanese, Giovanni D’Alessandro, Luigi Giorgione) e dei Pensionati (Giovanni Novelli , Santino Calitri, Lia Bocola), hanno inviato una lettera di protesta al Direttore Generale A.S.L. Foggia, Ruggiero Castrignanò, al Presidente della Giunta Regionale, Nichi Vendola, all’Assessore Regionale alla Sanità, Tommaso Fiore, all’Assessore Regionale alle Politiche Sociali, Elena Gentile.  "L’azione innovativa introdotta dal Piano Regionale della Salute, i cui obiettivi di fondo vanno ora confermati nei territori in modo concreto – scrivono i sindacati – non ha trovato un coerente riscontro nel metodo adottato dalla ASL di Foggia per la elaborazione del P.A.L. L’assenza di un confronto adeguato nella fase di predisposizione del P.A.L., nonostante le richieste di incontro e le sollecitazioni pubbliche in tal senso avviate sin dal mese di gennaio 2009, ha penalizzato – evidenziano CGIL, CISL e UIL – la capacità di intervenire sulla pianificazione con il maggior grado di consapevolezza e di coerenza rispetto al recupero di bisogni ed esigenze reali della popolazione della nostra provincia, in una logica di integrazione tra sociale e sanitario". Secondo i sindacati, "nella proposta di P.A.L. presentata dalla ASL di Foggia è assente e va recuperato il senso della sua missione. La proposta, infatti, non indica con chiarezza e determinazione le vere ed essenziali esigenze del territorio, declinandone compiutamente gli interventi prioritari sui quali veicolare le energie e le risorse disponibili e definendo i tempi di attuazione e di verifica. Ci riferiamo – scrivono i sindacati – alla riorganizzazione della assistenza territoriale, con particolare riferimento alla domiciliarità delle prestazioni (Assistenza Domiciliare Integrata e Programmata – ADI e ADP, Ospedalizzazione Domiciliare, ecc.)". Le organizzazioni sindacali ribadiscono la richiesta di confronto sul Piano Attuativo Locale, "uno strumento strategico e vitale per tutti i cittadini, che deve determinare davvero una svolta concettuale ed operativa nella più complessiva riorganizzazione del sistema territoriale della salute, elevando la qualità della vita delle persone a partire dalle più deboli, operando seriamente l’intreccio delle politiche socio-sanitarie, articolando e rafforzando l’azione in materia di prevenzione e di sicurezza, perseguendo l’obiettivo dell’invecchiamento in buona salute, facendo crescere la fiducia dei cittadini nel Servizio Sanitario Nazionale e nelle competenze pubbliche". Nel merito, CGIL, CISL e UIL individuano i punti prioritari: la funzionalità degli 8 distretti socio-sanitari; la coerenza e trasparenza dei programmi di fabbisogno direzionali; l’integrazione ospedale-territorio; la mobilità passiva; le liste di attesa; la razionalizzazione e specializzazione delle strutture ospedaliere; la tutela della sicurezza e dell’ambiente di lavoro; le modalità di verifica dei risultati raggiunti e degli indicatori quali-quantitativi dei servizi; la promozione della partecipazione con un percorso condiviso e diffuso, con la definizione di un protocollo sulle relazioni. Pertanto, le organizzazioni sindacali chiedono "un riscontro urgente alla richiesta di convocazione, facendo presente che un ulteriore mancato riscontro comporterà l’adozione di iniziative di coinvolgimento e di mobilitazione dei lavoratori, dei pensionati, dei cittadini".


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