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Cagnano Varano/ Alga Rossa nel lago, martedì incontro col prefetto Nunziante

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Il prefetto, Antonio Nunziante, ha con immediatezza risposto alla richiesta del sindaco di Cagnano Varano, Nicola Tavaglione, di organizzare un incontro per fare il punto sulla preoccupante situazione che s’è venuta a determinare a Cagnano Varano a seguito dell’ordinanza dell’Azienda sanitaria con la quale è stata imposta “l’immediata sospensione della raccolta e commercializzazione dei mitili da tutti i filari dell’allevamento situati in località Capojale e all’interno delle rispettive concessioni, fino a quando non risultino ripristinate le normali condizioni”.  Martedì prossimo la riunione presso il palazzo del governo alla quale parteciperanno responsabili dell’assessorato regionale alle politiche della salute, il dirigente dell’Arpa(Agenzia regionale per la prevenzione e la protezione) regionale e provinciale, il dirigente del dipartimento prevenzione servizio veterinario dell’Azienda sanitaria provinciale, il sindaco di Cagnano Varano, Nicola Tavaglione. All’incontro dovrebbero prendere parte anche i presidenti delle cinque cooperative di produttori di mitili: “Una, Aurelia, Adriatica, Varano la Fenice, Jolly pesca”.Fortunatamente c’è un dato molto significativo e riguarda lo stato delle acque del lago di Varano. I risultati delle analisi effettuate hanno scongiurato qualsiasi fenomeno di inquinamento dello specchio d’acqua.L’ordinanza dei responsabili del dipartimento prevenzione servizio veterinario dell’Azienda sanitaria di Foggia fa riferimento esclusivamente ai filari dell’allevamento di mitili che si trovano in località “Capoiale”, cioè, oltre la striscia di terra che delimita il perimetro della laguna di Varano.
In poche parole, la presenza dell’alga rossa sarebbe stata rilevata in mare, e sarebbe la conseguenza dell’apertura delle paratoie della diga di Occhitto che c’è stata in aprile, e che s’è resa indispensabile per scongiurare il pericolo di una possibile tracimazione, con conseguenze neppure immaginabili, considerata la quantità di acqua contenuta nell’invaso situato a confine tra Puglia e Molise.
L’ordinanza dell’Asl ha, di fatto, bloccato qualsiasi attività, principalmente la commercializzazione del prodotto in un periodo in cui la richiesta del mercato nazionale e internazionale è molto sostenuta.
Un danno economico di proporzioni inimmaginabili, è che incide profondamente sull’economia di una stragrande maggioranza delle famiglie, il cui reddito, infatti, è proveniente dalle attività collegate sia allago, ma soprattutto alla coltivazione dei mitili situati, come ricordavano, in mare. Situazione che, oltretutto, crea una caduta di interesse da parte dei grossisti che stanno già guardando ad altri mercati


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