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IN GAZZETTA IL PRIMO DECRETO ATTUATIVO IN MATERIA DI RISPARMIO ENERGETICO

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Risparmio energetico negli edifici ad uso abitativo: *pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale* n. 132 del 10 giugno 2009 *il primo dei tre decreti attuativi del dlgs 192/2005*, che era stato approvato dal Consiglio dei
Ministri n. 40 dello scorso 6 marzo su proposta del Ministro dello sviluppo economico Claudio Scajola e che servirà a colmare un vuoto legislativo di oltre tre anni.

Il regolamento, necessario per l’accoglimento della direttiva 2002/91
emanata dall’UE, è il primo dei tre decreti attuativi che il Governo
avrebbe dovuto emanare (due DPR in riferimento alle lettere a), b) e c)
comma 1 dell’art. 4 e un decreto interministeriale in riferimento al
comma 1 dell’art. 5 del Dlgs 192/2005) ed è soprattutto *diretto alle
Regioni che non hanno ancora legiferato in materia di certificazione
energetica*, anche se in caso di legiferazione regionale questa prevarrà
su quella nazionale.

Il decreto in argomento è composto dai seguenti otto articoli:

    * ambito di intervento e finalità;
    * definizioni;
    * metodologie di calcolo della prestazione energetica degli edifici
      e degli impianti;
    * criteri generali e requisiti delle prestazioni energetiche degli
      edifici e degli impianti;
    * criteri generali e requisiti per l’esercizio, la manutenzione e
      l’ispezione degli impianti termici per la climatizzazione invernale;
    * funzioni delle regioni e delle province autonome;
    * disposizioni finali;
    * copertura finanziaria.

Viene previsto che in tutti gli edifici esistenti con un numero di
*unità abitative superiore a 4* e, comunque, nel caso in cui sia
presente un *impianto di riscaldamento centralizzato di potenza di
almeno 100 kW*, è preferibile il mantenimento di impianti termici
centralizzati, ove esistenti. Le cause tecniche o di forza maggiore che
giustifichino la dismissione della caldaia centralizzata e la sua
sostituzione con impianti di riscaldamento autonomi, dovranno essere
dichiarate in una relazione tecnica attestante la rispondenza alle
prescrizioni di legge per il contenimento del consumo energetico.

Come rilevato con soddisfazione da *Confedilizia* "La versione del
provvedimento pubblicata in Gazzetta supera quindi la disposizione in
prima battuta approvata dal Consiglio dei ministri, che prevedeva, per
gli immobili sopra indicati, il divieto di trasformazione degli impianti
termici centralizzati in impianti autonomi".

Il decreto prevede, inoltre, che in tutti gli edifici esistenti con un
numero di *unità abitative superiore a 4*, in caso di installazione o di
ristrutturazione dell’impianto termico, è necessario realizzare tutti
quegli interventi necessari per permettere, ove tecnicamente possibile,
la *contabilizzazione e la termoregolazione del calore per singola unità
abitativa*. Anche in questo caso, tuttavia, potranno essere segnalati
gli eventuali impedimenti di natura tecnica alla realizzazione degli
interventi, ovvero l’adozione di altre soluzioni impiantistiche
equivalenti, che dovranno essere evidenziate nella relazione tecnica.

Per quanto concerne, infine, le disposizioni sulla periodicità minima
dei controlli sugli impianti di riscaldamento, viene fissato:

    * a un anno, per gli impianti alimentati a combustibile liquido o
      solido nonché per gli impianti uguali o superiori a 35 kW;
    * a 2 anni, per gli impianti inferiori a 35 kW (le caldaiette nelle
      case) con anzianità di installazione superiore agli 8 anni e per
      gli impianti a camera aperta installati nei locali abitati;
    * a 4 anni, per gli impianti inferiori a 35 kW con meno di 8 anni di
      anzianità.


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