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Abbazia di Kàlena, crolla il tetto

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Danneggiata una delle chiese più antiche d’Italia, risale all’872. Era stata esclusa dal piano strategico provinciale.

 

Era solo que­stione di giorni, settimane, mesi. Si poteva evitare ma nessuno, alla fine, ha fatto nulla per scongiurarlo. Alcu­ni giorni fa è crollata una parte del tetto dell’abside dell’abbazia di Santa Maria di Kalena, a Peschici, tra le più antiche d’Italia, risalen­te all’872. Le travi, i calcinac­ci accumulati all’interno del­la chiesa divorata dall’incu­ria del tempo sono stati sco­perti domenica mattina mentre era in corso l’ennesi­ma manifestazione di sensi­bilizzazione sul destino del­l’abbazia. E proprio sulle pa­gine del Corriere del Mezzo­giorno c’era stato l’appello di Italia nostra Gargano con Menuccia Fontana che ave­va evidenziato come nono­stante ci fossero ormai tutte le condizioni perché per queste chiese le istituzioni potessero intervenire imme­diatamente e concretamen­te, Kalena è stata esclusa dal­la prima tranche dei finan­ziamenti del piano strategi­co di area vasta della provin­cia di Foggia.
Da settembre infatti, dopo una lunga bat­taglia durata alcuni anni, le chiese non sono più priva­te, sono state date in conces­sione dai proprietari al Co­mune di Peschici. Dunque ora possono essere ristruttu­rate con soldi pubblici. E su Kalena intende muoversi l’assessore regionale all’Ur­banistica, Angela Barbanen­te. «Solleciterò prima di tut­to il Comune di Peschici ad occuparsi di questo impor­tante bene culturale. E’ gra­ve che non abbia inserito l’abbazia nella programma­zione di area vasta. E’ grave tanto più che il Comune pro­gramma invece una 167 che oltre ad essere collocata nel­la piana antistante l’abbazia dista ben oltre un chilome­tro dal centro urbano». La Barbanente assicura che parlerà con l’assessore ai Beni culturali, Domenico Lomelo «è un bene impor­tante meritevole di adegua­ta tutela» e si dice sicura di poter «verificare con la Pro­vincia di Foggia un percor­so per Kalena. Quando i Co­muni non mostrano una particolare attenzione ai be­ni culturali è possibile fare un lavoro all’interno della pianificazione strategica».
E alla pianificazione stra­tegica ma anche ai fondi Fas fa riferimento proprio l’as­sessore Lomelo che sottoli­nea come «l’attenzione della Regione per l’abbazia non è mai mancata. Se il governo non ci mette a disposizione i fondi Fas difficilmente pe­rò potremo intervenire. Per quel che riguarda invece la pianificazione strategica di area vasta, la Provincia può integrarla inserendo l’abba­zia di Kalena come priorità recuperando quindi i fondi per la tutela e il restauro». E’ evidente che si tratta a questo punto di una corsa contro il tempo e contro la burocrazia. L’abbazia e gli annessi edifici sono stati vincolati come bene cultura­le, si attende l’ampliamento del vincolo paesaggistico ri­spetto al circostante ulive­to, che in parte scampò al­l’incendio del luglio 2007.
La precedente amministra­zione comunale insieme al­l’arcivescovado aveva lavo­rato senza sosta per utilizza­re dei fondi che erano stati stanziati durante il primo governo Belrusconi. Ma il mancato accordo con i pro­prietari fece sfumare un pri­mo restauro. Ora l’accordo è stato sot­toscritto. Deve tradursi in at­ti concreti la volontà di sal­vare dal crollo le chiese che campeggiano nella piana di Peschici. In questo anche il parco nazionale del Garga­no può giocare un ruolo im­portante. Il presidente del­l’area protetta, Giandiego Gatta fa parte della cabina di regia dell’area vasta. Può quindi, rispetto alla possibi­le integrazione della lista de­gli interventi da finanziare, intervenire in maniera inci­siva per recuperare la svi­sta.
Antonella Caruso 


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