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Grandine e temporali rovinano le colture nelle campagne di Rignano Garganico

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Interviene il rappresentante del Comitato spontaneo di base, Luigi Tricarico – Protestano gli agricoltori per il “silenzio” delle istituzioni.

 

Rignano Garganico. Si protesta a Rignano Garganico per gli ingenti danni provocati dalla grandine e dai temporali intensi di questi giorni. A fare la voce grossa sono soprattutto i produttori orticoli, che hanno visto dimezzato il raccolto stagionale, costituito da centinaia e centinaia di ettari di terreno per lo più coltivate a cavolfiore, broccoletti, asparagi e verdure varie. I danni, secondo una prima stima, si aggirano a diversi milioni di euro, se si considerano anche quelli seminati a cereali, che non hanno fatto in tempo ad essere mietuti e trebbiati, per la tardiva seminatura dovuta al medesimo problema. Come dire che al danno si è aggiunta anche la beffa. Basti pensare al riguardo che la piana sotto Rignano è di circa 4500 ettari, rovinata dal 40 al 70% dalla grandine e dalla tracimazione delle acque. Il fenomeno si è sviluppato a macchia di leopardo. Le zone più colpite sono quelle che si trovano nella fascia longitudinale che si estende tra strada provinciale “ex 23” e il Candelaro: Marana, Maranella, Piccirilli, Villanova, Coppa di Vento, Puzzella, ecc. Di tutto questo si è fatto di nuovo portavoce Luigi Tricarico, rappresentante del Comitato spontaneo di base, nonché consulente-socio di un noto consorzio di lavorazione e commercializzazione di siffatti prodotti, tra i più importanti ed attivi della Capitanata agricola, specie sul fronte dell’esportazione. La bontà dei suoi prodotti, specie gli asparagi, conosciuti ed apprezzati su tutte le tavole, italiane ed estere, sono molto richiesti non solo dalla piccola ma anche dalla grande distribuzione. Per cui assorbono, compreso l’indotto, una manodopera di gran lunga superiore agli altri settori. Secondo gli esperti, l’intera agricoltura di Capitanata darebbe lavoro ad un numero di dipendenti dieci volte in più rispetto ai settori artigianali ed industriali messi insieme. Tricarico al riguardo, ha dichiarato: “Sono costernato, perché nonostante la nostra immediata segnalazione di questa sciagurata calamità, che mette in ginocchio l’intero mondo agricolo, ancora una volta nessuno finora delle istituzioni preposte, Comune, Provincia, Regione ed Ispettorato, si è fatto vivo, per rendesi conto degli ingenti danni e soprattutto per quantificarli ed avanzare eventuali interventi risolutivi. Quanto è accaduto non solo colpisce drasticamente le tasche dei produttori, ma l’intera economia , tenuto conto che in un momento di crisi, come quello che stiamo attraversando, l’agricoltura è l’unico settore che tira e da cui si può sperare la risalita della china. Al contrario, invece, a me pare che si stia pensando esclusivamente in questi mesi come aiutare e sostenere l’industria del Nord, seppellendo per sempre sotto un manto di imbarazzante silenzio la nota questione meridionale. Un flusso di pensiero negativo, quest’ultimo, precisa il nostro interlocutore, che attraversa non solo le forze politiche ed istituzionali, ma le stesse associazioni di categoria, immobili e disorientate. Occorre riprendere e cementare lo spirito di solidarietà, che ci deve vedere sempre uniti e coraggiosi nel fare la nostra parte e nel confrontarsi attraverso proposte risolutive e concrete”. istituendo e legiferando su questo o quell’altro fondo specifico. Il richiamo finale del nostro interlocutore è di fare presto per ciò che concerne la esatta individuazione e delimitazione delle zone colpite, così come previsto dalla normativa vigente, onde liberare l’afflusso finanziario pubblico destinato a tale scopo e necessario per la ripresa di questo importante e vitale settore primario. Ne beneficeranno, a suo dire, l’impresa, l’occupazione e i consumatori, permettendo a tutti di arrivare alla fine del mese! A quanto si è saputo danni similari si registrano anche nei territori confinanti di San Marco in Lamis, di San Severo, di San Giovanni Rotondo e dello stesso Capoluogo.

Garganopress.net
 


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