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Regione Puglia/ « L’Udc non è un tappabuchi»

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«L’Udc non e’ un partito tappabuchi, e soprattutto non va al governo di città, province e regioni percorrendo scorciatoie». È questa la posizione del segretario dell’Udc, Lorenzo Cesa, sulla possibilità che, dopo l’azzeramento deciso da Vendola, il suo partito possa entrare nella maggioranza che governa la Puglia.  «Tra un anno – dice Cesa – ci saranno le elezioni anche in Puglia, e ci assumeremo le nostre responsabilità, come siamo soliti fare, davanti agli elettori. Per noi non esiste infatti la doppia morale del Pdl, che biasima i ribaltoni salvo poi compierli dove gli fa comodo, come in Sicilia. Noi siamo seri, e pur apprezzando il decisionismo di Vendola esprimiamo la nostra indisponibilità alla politica delle scorciatoie».

Sempre in ambito Udc, il presidente del partito in Puglia, An – gelo Sanza, articola la sua risposta sulla possibilità di diventare compagni di viaggio del presidente Vendola. «Nel merito – dice – posso apprezzare la decisione di Vendola di azzerare la giunta. Dico anche che questa decisione non nasce certo a causa della morbosa volontà di aprire a noi dell’Udc, ma in seguito ad accadimenti noti all’opinione pubblica e che mi portano ad esprimere comunque un apprezzamento perché vuole dar voce alla necessità di pulizia morale e di trasparenza. Chapeau, dunque, per quanto riguarda l’azzeramento della giunta, atto però determinato da vicende tutte interne al suo governo e alla sua maggioranza». Fin qui la presa d’atto. Poi, però, Sanza parla di metodo nell’apertura di Vendola ai moderati. Un’apertura che avviene ad appena sette mesi dalle prossime elezioni regionali del 2010.

«L’avvio di un dialogo – dice il presidente regionale – può lusingarci ma è un percorso, che va approfondito e, per l’approfondimento, i tempi della legislatura così ristretti ci consigliano di essere coerenti con la nostra impostazione. Noi vogliamo onorare il mandato ricevuto dagli elettori. In questo senso, che si decida di partecipare a qualche mese dal voto ad una giunta guidata da un leader che viene dalla sinistra antagonista, nonostante si tratti di una personalità politica che ha rivisto molte delle sue posizioni, ci appare una scorciatoia». Sanza è consapevole che questo passaggio, in questo momento della vita politica, non sarebbe capito.
«Anzi – spiega ancora – farebbe nascere molti interrogativi al punto da non rendere credibile il laboratorio Puglia, che l’Udc faticosamente sta tentando di costruire. Noi siamo dell’avviso che è bene che Vendola porti la sua maggioranza autonomamente al giudizio degli elettori. Voglio dire che Vendola deve poter condurre a termine il lavoro che si è proposto di fare all’inizio di questa legislatura in base ad un programma non condiviso dell’Udc. Poi, in vista del voto, apriamo confronti a tutto campo. Vorrei segnalare a tal proposito l’esperienza di Brindisi, che potrebbe andare oltre i confini della provincia».
[g. arm.]


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