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Regione Puglia/ Totonomine, ci sono Viesti la Capone e Chiarello

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Il totonomine è già partito, anche se il governatore ha assicurato che non durerà a lungo. E se viene data per scontata l’uscita del vicepresidente della giunta Frisullo, restano le incognite sul resto della delegazione dei democratici. In bilico, questo il termometro delle ultime ore, le poltrone di Russo (Agricoltura) e Pelillo (Bilancio), mentre Gentile (Servizi sociali) e Loizzo (Trasporti) verrebbero confermati.  In entrata, per ora, si fa il nome del capogruppo Pd Antonio Manigli o o di un’altra salentina doc, Loredana Capone, presidente del partito, mentre resta in piedi l’ipotesi dell’eurodeputato uscente Enzo Lavarra e prende quota anche quella di Enzo Divella.
Il Pd, che ieri ha riunito il gruppo alla presenza della stessa Capone e del vicesegretario regionale Michele Mazzarano per ribadire il sostegno ma anche rivendicare la delega alla vicepresidenza che lascia Frisullo, ha lanciato un segnale chiaro al governatore: vai avanti, ma ora è tuo compito dimostrarti all’altezza della sfida che hai lanciato per non restare indietro rispetto al progetto realizzato alle amministrative, l’alleanza Pd-Udc. Una sfida, questa, che il governatore ha lanciato all’indirizzo degli stessi Democratici. La sua decisione, che ha rivendicato di aver preso in totale autonomia dagli alleati, sarebbe autonoma anche da quel pezzo del Pd che con Vendola dialoga da tempo, da D’Alema al candidato alla segreteria nazionale Bersani. Il tutto proprio a causa dell’accordo sottaciuto tra D’Alema e Letta sul candidato Bersani e che vorrebbe Francesco Boccia prima segretario pugliese del Pd e poi candidato alle regionali. Una candidatura, la sua, che sarebbe più gradita all’Udc di Casini di quanto risulterebbe quella di Vendola. Di qui il colpo di teatro del governatore: tutti a casa e nuova alleanza, se ci state sono io e nessun altro il candidato alla guida nel 2010. Un azzardo, però, che potrebbe rivelarsi anche fatale visti i «no» di Idv e Udc. La sfida lanciata ai «dalemiani» del Pd non finirebbe qui: tra i «papabili» al posto in giunta, in assenza di centristi e dipietristi, vi sarebbero tecnici tutti vicini al governatore, dall’economista Gianfranco Viesti al sociologo Franco Chiarello. Un rimpasto nel nome del Sud, insomma, che agli ex Ds potrebbe risultare indigesto. (b. mart.)


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