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Lettera con un proiettile al procuratore di Foggia

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«Frena i tuoi scagnozzi. Noi colpiamo dove vogliamo e quando vogliamo». Il tutto accompagnato dal disegno di una bara, e con un proiettile calibro 6.35 attaccato con il nastro adesivo. E la lettera di minacce, scritta in stampatello e in dialetto campano, che ignoti hanno depositato nella cassetta delle poste a casa del procuratore capo di Foggia, Vincenzo Russo ,che dal maggio 2005 dirige la Procura del capoluogo dauno. Lui stesso ha rinvenuto la missiva nel rincasare. Il magistrato dal marzo 2007 vive sotto scorta: gli venne assegnata dal ministero dell’interno la tutela di quarto livello (un’auto non blindata lo accompagna nei suoi spostamenti e un carabiniere lo segue passo passo), in seguito ad una serie di avvertimenti e minacce.
Sull’ultimo episodio sono in corso indagini di squadra mobile e carabinieri, coordinate dalla Procura di Lecce competente quando le vittime sono magistrati del distretto di corte d’appello di Bari. «Non posso parlare delle indagini su questo episodio. Quello che posso dire – ha sottolineato il procuratore Russo – è che se qualcuno pensa di farci paura, a me ed ai colleghi della Procura solidali con me, allora si sbaglia di grosso. Noi lavoriamo su tutti i fronti senza guardare in faccia a nessuno, come abbiamo fatto in passato e continueremo a fare in futuro. Il mio lavoro, il mio dovere e quello dei colleghi dell’ufficio è indagare su tutti i reati, e non saranno le minacce di questo e altro tipo a intimidirci».


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