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Lunedì la fiducia a Vendola: il Pd vuole il vertice, il Pdl i voti segreti

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Consiglio regionale sul rimpasto e l’inchiesta interna nelle Asl.

 

Le polemiche non hanno fatto in tempo a placarsi che la prova della tenuta della nuova Giunta regionale è già stata calendarizzata. I capigruppo riuniti hanno deciso all’unanimità: lunedì prossimo, consiglio. Per ritrovare la compattezza perduta, il Pd regionale ha chiesto un incontro a Vendola prima di quella data in un documento inviato a lui ed ai gruppi del centrosinistra:
“Pensiamo che si potesse fare meglio, prima e di più” -ha detto il capogruppo Maniglio- “Il meglio si riferisce all’ipotesi dell’allargamento della maggioranza, che sul piano politico mi pare purtroppo non ci sia. Non avremo un voto in più rispetto a quelli che già avevamo e speriamo che le tensioni che si sono create addirittura non costino qualche voto in meno”.
Gli esempi proposti dal capogruppo PD sono la riduzione della Giunta, da 14 a 12 assessori e quella “del peso degli assessori esterni”, perchè quando “si parla di costi della politica, qualche ulteriore passo in avanti non sarebbe sbagliato, così come e’ stato fatto in questi anni anche dal presidente Vendola. Ad oggi è il nostro candidato per le regionali del 2010 – ha concluso – però se il presidente Vendola, così come ha fatto in queste settimane intende avviare insieme a noi, poi non e’ importante chi guida questo processo, una nuova e più larga alleanza, io penso anche per un dovere di rispetto verso quelli che saranno i nuovi partner della coalizione, e’ bene che questo lo si discuta insieme a loro.
Presentare il piatto già pronto a nuovi ospiti e’ sempre un po’ antipatico”. In Consiglio, dopo le dimissioni del consigliere Vittorio Potì (eletto sindaco a Melendugno) e la surrogazione da parte di Aurelio Gianfreda, primo dei non eletti nella Primavera Pugliese del 2005 (già sindaco di Poggiardo, consigliere provinciale confermato ed assessore uscente alle attività culturali della Provincia) si passerà alla fase più attesa.
Il presidente Nichi Vendola farà comunicazioni sul rimpasto che ha portato alla contestata sostituzione di cinque assessori. Alla base, le inchieste sulla sanità e l’avviso di garanzia alla direttrice dell’Asl Bari Lea Cosentino (sospesa). A seguire, il Pdl ha già annunciato la presentazione di una mozione di sfiducia. Per complicare le cose a Vendola, chiederà il voto segreto: l’opposizione spera di far leva sui malumori nel gruppo del Pd (nonostante il tentativo di mediazione del segretario regionale Michele Emiliano).
Fallito il tentativo di agevolare l’ingresso in Giunta di Udc ed Idv, Vendola s’è ritrovato ad affrontare il dissenso di molti sui nuovi assessori. Adesso gli esterni sono sei. Ciò significa che metà Giunta non ha diritto di voto e non potrà sostenere il presidente per la mozione. Il rischio di scioglimento dell’assemblea otto mesi prima della naturale fine della candidatura è assolutamente concreto.
A seguire, la relazione dell’assessore alla sanità Tommaso Fiore sui risultati dell’indagine amministrativa nelle Asl, disposta, in parallelo a quella giudiziaria, dalla presidenza della giunta ed i cui risultati saranno presto a disposizione del magistrato inquirente. L’ordine del giorno approvato dai capigruppo prevede la discussione di altre 44 delibere iscritte.
La delicatezza degli argomenti da trattare in apertura, tuttavia, lascia prevedere un dibattito, la cui durata non dovrebbe lasciare molto tempo ad altri argomenti.

Maristella Mantuano


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