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Vieste/ All’IPSSAR non ci sono più soldi a rischio la pubblicazione della “Maturità”

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Protesta inoltrata da Attilio Fratta, presidente dell’ANP e dirigente del “Marconi” di Foggia, per il terzo anno chiamato a presiedere una delle commissioni viestane per la maturità: “Siamo alle solite, ogni anno si ripete lo stesso problema negli istituti diretti dal prof. Cariglia.

Dopo tanta tensione ed attesa ora maturandi dell’Ipssar “Mattei” di Vieste rischiano di non veder formalizzato con la pubblicazione l’esito del loro esame.
Motivo? I componenti delle commissioni di esame chiedono di ricevere i compensi spettanti come previsto dalla legge.
A far scoppiare il caso è stata una protesta formale inoltrata dal presidente territoriale dell’ANP,
l’Associazione sindacale e professionale dei dirigenti e delle alte professionalità della scuola, Attilio Fratta.
Fratta, che è dirigente scolastico del Liceo Scientifico “Marconi” di Foggia si trova per il terzo anno consecutivo a presiedere una delle commissioni degli istituti secondari superiori di Vieste: la prima volta al Liceo Polivalente “Fazzini” e da due anni all’Ipssar “Mattei”.
In tutti e tre i casi, ha lamentato Fratta in una lettera alla Direzione generale dell’Ufficio Scolastico Regionale il 23 giugno scorso, non sono stati liquidati gli anticipi del 50% previsti per i componenti delle commissioni di esame. Con l’aggravante, quest’anno, di essere stato addirittura avvisato del disguido due settimane prima degli esami.
«Insomma siamo alle solite. — ha commentato di Fratta sui problemi economico-amministrativi della scuola viestana — Ogni anno si ripete, lo stesso problema negli istituti diretti dal professor Cariglia: prima al Fazzini e da due anni all’Ipssar, con l’aggravante del pre-annuncio di quest’anno».
Il 6 luglio Fratta ha poi inoltrato una missiva al dirigente scolastico dell’Ipssar, il professor Andrea Cariglia, ripetendo le contestazioni, stavolta con la sottoscrizione di tutti i componenti delle commissioni degli esami di stato nell’istituto.
Si tratta di «un atto di significazione ad adempiere» in cui si chiedeva «di disporre la liquidazione dei compensi previsti entro la chiusura dei lavori delle commissioni con l’avvertenza che, in assenza di consegna entro giorni due dalla notifica, del previsto cedolino dei compensi spettanti, i sottoscritti saranno costretti a valutare l’opportunità di non pubblicare i risultati degli esami e ad adire il competente giudice del lavoro con conseguente aggravio delle spese di giudizio, oltre che degli interesse legali e moratori».
Sarebbe davvero una gran brutta evenienza per gli alunni (e le loro famiglie) che vedrebbero congelato il loro giudizio finale dell’esame di maturità. «Problemi di liquidità — ha spiegato alla stampa Fratta — si possono verificare in qualsiasi istituto. Anche nel mio Liceo, il ‘Marconi’. Il problema è se si tratta di disguidi ripetuti. A Vieste, nelle scuole dirette da Cariglia, evidentemente c’è poca oculatezza. In sede di stesura di bilancio, si sa quali saranno gli importi da corrispondere alle commissioni. Basta stanziarli e tenere da parte la cifra per evitare problemi. Non voglio neppure entrare troppo nel merito della gestione d istituto, ma ho visto parcheggiato nel recinto un pullman da l80mila euro di proprietà dell’Ipssar. Non era meglio risparmiare il denaro per le necessità primarie invece di impiegarlo in una spesa importante ma non indispensabile».
Il Dirigente dell’Ufficio Scolastico provinciale di Foggia, il Giuseppe De Sabato ha dichiarato alla stampa di «non essere stato investito della questione», che «il problema, però, è abbastanza diffuso: sono molti gli istituti che si trovano con pochi soldi in cassa a fine anno» e che «è normale prassi che il Ministero effettui prima un monitoraggio della spesa per poi liquidare quanto dovuto alle singole scuole». Sul caso specifico di Vieste, Di Sabato ha detto di sapere che «il prof. Cariglia si sia recato personalmente a Roma, al Ministero, per segnalare la situazione di difficoltà dell’istituto che è grande ed ha una gestione complessa».
Ma non si era detto che le scuole dovevano essere gestite come delle vere e proprie aziende? E non è forse, ad esempio, l’esame di maturità uno degli atti fondamentali di un istituto come l’Ipssar, per cui si sarebbe dovuto prevedere prioritariamente a tutto, spese incluse, per tempo? Se così non è stato, si è dato priorità a qualcos’altro? Ci sono allora altre attività che vengono ritenute più importanti rispetto agli adempimenti della maturità?
Forse bisognerebbe attuare un po’ di previdenza e di sano risparmio per evitare di trovarsi con i conti in profondo rosso.


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