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Dal Pdl alla Regione mozione di sfiducia per Nichi Vendola

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Proprio questa mattina, prima del Consiglio, la maggioranza alla Regione Puglia ha discusso per oltre due ore e, anche se non sono mancate le voci critiche, alla fine si è ricompattata in vista di questo dibattito in aula e in vista delle elezioni regionali del 2010  Per il Pdl alla Regione Puglia, il «sistema di governo» di Nichi Vendola «ha portato allo sfascio» la Regione Puglia. Lo ha detto il capogruppo di Fi-Pdl alla Regione, Rocco Palese nell’intervento col quale ha illustrato la mozione di sfiducia che il centrodestra ha presentato oggi in consiglio regionale.

«Presidente – ha detto Palese – Lei ha perso i titoli di onestà e moralità che si era dato da solo, ha perso i titoli di garante del Suo sistema che si era dato dinanzi ai cittadini pugliese, ha perso anche i titoli politici perchè la Sua maggioranza non esiste più». Palese ha evidenziato «il fallimento» del rimpasto voluto da Vendola che, al contrario di quanto era stato annunciato, «non ha fatto nessun allargamento ai moderati» e ha sottolineato che i suoi metodi sono stati criticati anche dai partiti della coalizione di maggioranza.

«Il Pd – ha detto tra l’altro Palese – ha deciso di fare buon viso a cattivo gioco solo per poter restare attaccato alla poltrona, non certo per convinzione». E Vendola, secondo il Pdl, in questa vicenda è anche arrivato «all’assurdo di volersi costituire "parte civile"» rispetto alle indagini in corso sulla sanità. «Ma contro chi? – ha chiesto Palese – contro se stesso? E’ il Suo governo, il Suo sistema di governo che ha portato allo sfascio questa Regione. Sono i pugliesi tassati, tartassati e indebitati dalla sua mala gestione che dovrebbero costituirsi parte civile contro di lei».

QUESTA MATTINA MAGGIORANZA IN RIUNIONE SI RICOMPATTA
Proprio questa mattina, prima del Consiglio, la maggioranza alla Regione Puglia ha discusso per oltre due ore e, anche se non sono mancate le voci critiche, alla fine si è ricompattata in vista di questo dibattito in aula e in vista delle elezioni regionali del 2010 («Oggi è il primo giorno di campagna elettorale»: così il presidente della Regione Puglia, Nichi Vendola, ha concluso il suo intervento nella riunione di maggioranza).

La riunione di stamattina, era stata chiesta dopo le critiche giunte da parte del Pd e da Rifondazione comunista per il rimpasto deciso da Vendola per far fronte alle ombre calate sull’esecutivo per le inchieste giudiziarie sulla gestione della sanità.

Nella riunione il Pd, tormentato negli ultimi giorni da fibrillazioni anche legate alle alleanze in vista del congresso del partito, ha chiesto a Vendola di coinvolgere d’ora in avanti il gruppo nelle scelte.

Critiche sui metodi usati dal presidente, che «ha deciso tutto da solo», a partire dal rimpasto fino alla conclusione della crisi politica, anche da parte di Rifondazione. Ma alla fine sono stati tutti d’accordo: le elezioni per le regionali del 2010 sono vicinissime, bisogna ricompattarsi e affrontare la competizione.

Poi si è aperta la seduta del consiglio regionale nella quale Vendola ha relazionato, a braccio, sul rimpasto della Giunta regionale (conclusosi con la sostituzione in giunta di cinque assessori: i neoassessori compaiono oggi per la prima volta in aula) e sulle inchieste amministrative in materia di sanità.

L’INTERVENTO DI VENDOLA: IL RIMPASTO "SEGNALE FORTE" AI POTERI FORTI
Ha voluto dare «un segnale forte» alla Puglia, alla politica, ma anche «ai poteri forti, alle corporazioni di interessi che spesso "occupano" i gangli vitali della pubblica amministrazione» il presidente della Regione Puglia, Nichi Vendola, avviando e concludendo nel giro di una settimana l’operazione «rimpasto», con la sostituzione in giunta di cinque assessori. Lo ha spiegato nell’aula del Consiglio della Puglia, dove ha parlato della sua decisione, presa la sera del 30 giugno scorso, di chiedere e di ottenere dai suoi 14 assessori di rimettere il mandato nelle sue mani. Ciò – ha ribadito oggi – per due ragioni: perchè i risultati elettorali imponevano una attenzione verso i moderati e verso i movimenti nati in difesa del Sud, verso un meridionalismo che oggi più che mai deve saper affrontare la sfida del federalismo fiscale, «federalismo che può essere una occasione ma può anche decretare la morte del Sud», e per affondare anche la «questione morale». Una questione che in Puglia è stata posta dalle numerose inchieste sulla gestione della sanità avviate dalla Procura di Bari che hanno gettato «ombre» sulla giunta regionale.

All’opposizione di centrodestra Vendola ha chiesto di «discutere di tutto questo sul terreno della politica», senza «inutili ping-pong di accuse», perchè la questione morale – ha detto – riguarda decenni di attività alla Regione Puglia, riguarda l’Italia e tutto il sistema sanitario nazionale.


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