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In 11 anni 700mila esodi dal Sud al Nord, dalla Puglia sono 12mila

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Il presidente Napolitano: ‘Divario da correggere anche contro la crisi’.

 

 In 11 anni (dal 1997 al 2008) 700mila migrazioni dal Sud. Nel 2008 il Mezzogiorno ha perso oltre 122mila residenti a favore delle regioni del Centro-Nord: l’87% è composto da pugliesi, campani e siciliani. In Campania gli esodi più consistenti (25mila unità in meno), seguono Puglia (oltre 12mila) e Sicilia (oltre 11mila).
Secondo i dati del Rapporto Svimez l’Italia è un Paese spaccato in due sul fronte migratorio: a un Centro-Nord che attira e smista flussi al suo interno, corrisponde un Mezzogiorno che espelle giovani e manodopera senza rimpiazzarla con pensionati, stranieri o persone provenienti da altre regioni. Per il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano “deve crescere nelle Istituzioni e nella società la coscienza che il divario tra Nord e Sud deve essere corretto”. Sulla stessa lunghezza d’onda il ministro salentino agli Affari Regionali Raffaele Fitto:
“Bisogna ridare al Sud una logica di sistema”. Di seguito una sintesi del Rapporto e delle dichiarazioni del capo dello Stato e del ministro. all’estero e rientrano a casa nel weekend o due volte al mese. Nel 2008 sono stati 173mila gli occupati residenti nel Mezzogiorno ma con un posto di lavoro altrove, 23mila in più del 2007 (+15,3%). Sono giovani con un livello di studio medioalto: l’80% ha meno di 45 anni e quasi il 50% svolge professioni di livello elevato, il 24% è laureato.
Le regioni più attrattive: Lombardia, Emilia-Romagna e Lazio. Aumentano i pendolari meridionali verso altre province del Sud: 60mila nel 2008. La crisi ha peggiorato la situazione e, in molti casi, li ha costretti a tornare a casa: nei primi sei mesi del 2008 in 20mila sono rientrati al Sud, soprattutto donne.

NAPOLITANO – In un contesto nel quale la crisi economica rende più difficile il bilanciamento tra gli obiettivi, aumentano l’incertezza sulle risorse disponibili e del quadro di riferimento delle politiche per il Mezzogiorno. Bisogna reagire aumentando la consapevolezza, nelle Istituzioni ed in tutta la società italiana, del carattere prioritario e della portata strategica del superamento dei divari tra Nord e Sud.
Politiche più efficaci potrebbero aiutare a superare gli errori e le lacune del passato. Il fatto che le politiche di riequilibrio territoriale messe in atto in passato abbiano conseguito risultati insufficienti rende certamente indispensabile un forte impegno di efficienza e di innovazione da parte delle istituzioni meridionali.

FITTO – Il Sud è ancora oggi, nelle politiche di intervento, la semplice sommatoria di istanze e interessi locali. Lo dimostrano sono gli oltre 50 programmi di intervento nei quali le risorse per il Sud si disperdono in mille rivoli esaltando i piccoli interessi locali a danno di quelli generali.
Ritengo sia necessario un nuovo Patto per il Sud nel quale siano chiari gli obiettivi e ben individuate le responsabilità e i poteri in caso di inadempienza, e che renda trasparente l’azione delle amministrazioni centrali, regionali e locali.

RAPPORTO – Aumentano le partenze dei laureati eccellenti: nel 2004 partiva il 25% dei laureati meridionali con il massimo dei voti; nel 2008 la percentuale è del 38%. I laureati meridionali che si spostano al Centro-Nord vanno incontro a contratti meno stabili rispetto a chi rimane, ma ottengono stipendi più alti. Altro fenomeno i pendolari “di lungo raggio”: vivono al Sud e lavorano al Centro-Nord o

Il Governo: ‘261mln di buco nella sanità’ Il Pdl: ‘Cifre diverse dalla Corte dei conti’ – Verifiche di due ministeri in Regione: il debito è coperto con le entrate fiscali (17/07/2009)

BARI – I Ministeri della Salute e dell’Economia lo definiscono ‘Tavolo Massicci’. In pratica è la verifica finale, regione per regione, del conto economico del sistema sanitario: “La Puglia l’ha superata. Il deficit consuntivo valutato per 261 milioni di euro è stato completamente coperto dalle entrate fiscali della Regione”. Così l’assessore pugliese alla Sanità Fiore. Replica il Pdl:
“Le cifre di Fiore sono diverse da quelle della Corte dei Conti’. I giudici contabili scrivono di ‘perdite non preventivamente autorizzate dalla Regione’. Escludendo il 2005 (per il quale le perdite sono state ripianate dallo Stato), per i due anni successivi i giudici contabili calcolano un rosso complessivo di 971 milioni di euro, contro i 481 milioni dichiarati dalla Regione a seguito delle verifiche ministeriali”. Di seguito una sintesi degli interventi di Fiore e Palese (capogruppo regionale Pdl).

FIORE – La differenza tra il risultato del preconsuntivo (253 milioni di euro) e quello del consuntivo è pari a un peggioramento di circa 8 milioni di euro. Tale differenza è composta da maggiori costi per – 72 milioni di euro controbilanciata da maggiori ricavi da consolidamento per circa + 64 milioni di euro. Le entrate fiscali stimate dal Ministero a dicembre pari a circa 280 milioni di euro sono state rettificate a circa 265 milioni di euro.
Il superamento della verifica non significa che la sanità pugliese non abbia criticità dal punto di vista economico – finanziario. Significa invece che, al contrario di quanto viene incautamente proclamato dall’opposizione, la trasparenza e la correttezza dei conti è pienamente condivisa da chi ha il dovere di controllo, cioè il Ministero dell’Economia e Finanze. Significa inoltre che la Regione, nella sua conservata autonomia, può continuare a portare avanti l’azione di risanamento intrapresa”.

PALESE – In questi anni si è riscontrato costantemente il mancato allineamento tra le cifre risultanti dai verbali dei Revisori dei Conti ed i Bilanci di esercizio delle Aziende Sanitarie e Ospedaliere. Poniamo da tempo un problema enorme su quanto siano vere le cifre riportare nei Bilanci di esercizio delle Aziende sanitarie pugliesi e trasmesse dalla Regione per passare al vaglio dei Ministeri. Fiore, poi, non fa menzione delle sopravvenienze passive degli esercizi finanziari precedenti. Sono forse sparite d’incanto? Continuiamo a denunciare che il sistema è completamente fuori controllo e mentre i cittadini pagano tasse più alte già da due anni, il deficit cresce anche nel 2009.
Di questo Fiore non dice nulla? Peraltro lo stesso Governo regionale, nel Piano della Salute (Legge regionale 23) afferma che il disavanzo che la Regione registra ogni anno è dovuto allo splafonamento della spesa farmaceutica, a ricoveri inappropriati e ad una serie di acquisti ingiustificati di beni e servizi da parte dei Direttori Generali. Siamo ad oltre metà anno, quali correttivi la Regione ha adottato per evitare ciò che lo stesso Governo regionale denunciava nel Piano della Salute? Inoltre i debiti delle ASL ammontano a oltre due miliardi e 428 milioni, di cui 1 miliardo 438 milioni nei confronti dei fornitori”.


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