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In Puglia aumenta la domanda d’energia. +86% sul fabbisogno

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 I dati di Terna per i consumi nel 2008.

 

Pubblicati i dati statistici 2008 sull’energia elettrica in Italia: 339,5 miliardi di kilowattora il fabbisogno nazionale, -0,1%. In Puglia la domanda sale del 1,5%: è nel gruppo delle regioni in surplus di produzione: +86,0% sul fabbisogno; Taranto (6,8 miliardi di kWh) e Bari (5,1 miliardi di kWh) le province con il più altofabbisogno. I dati definitivi sull’energia elettrica in Italia nel 2008 attestano una sostanziale stabilità della domanda rispetto al 2007 (-0,1%).
Il totale dell’energia richiesta è pari a 339,5 miliardi di kWh.
Questa la distribuzione geografica: 54,7% al Nord, 18,2% al Centro e 27,1% al Sud. E’ quanto ha rilevato Terna, la società che ha la responsabilità della trasmissione e del dispacciamento nonché delle statistiche sull’energia elettrica a livello nazionale.

PUGLIA – Nel 2008 il fabbisogno elettrico è stato di 19,9 miliardi di kilowattora (5,9% del totale nazionale), con una crescita dell’ 1,5% rispetto al 2007.
I consumi elettrici per abitante sono stati pari a 4.508 kWh. Produzione – La produzione di energia elettrica è stata di 37 miliardi di kWh, invariata rispetto al 2007.
In dettaglio, la produzione eolica (circa 1,3 miliardi di kWh) si è incrementata del 22,1%; la produzione. termoelettrica (35,7 miliardi di kWh) è in leggera flessione (-0,7%). La produzione fotovoltaica si è attestata su un valore di 23,7 milioni di kilowattora. Il contributo verso l’estero è stato di circa 1,6 miliardi di kWh, con un incremento del 64,8% rispetto all’anno precedente.
L’energia fornita alle altre regioni è ammontata a circa 15,5 miliardi di kWh (-5,6%). Il surplus di produzione è stato pertanto di 17,1 miliardi di kWh (86,0% del fabbisogno), registrando una riduzione dell’ 1,7% rispetto al 2007.
Consumi – Nel 2008 la suddivisione dei consumi di energia elettrica per settore di attività conferma l’industria al primo posto con una quota pari al 49,9% del totale; seguono il terziario (23,7%), che ha superato il domestico (23,0%) nella struttura dei consumi; e l’agricoltura (3,4%).
 


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