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Gargano e Monti dauni esclusi dai fondi per i muretti a secco

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La Regione individua altre areee, dalla Murgia al Salento, con tanti saluti al Parco e all’ambiente.

 

L’ultima perla della regione Puglia riguarda il territorio della Capitanata che è stato cancellato dai finanziamenti per la costruzione o manutenzione dei «muretti a secco», quei confini naturali che delimitano aziende agricole, strade, pascoli dal Gargano il Subappennino danno e che fanno parte del paesaggio rurale a pieno titolo come la «Murgia» barese ed il Salento. Che cosa è successo? E’ accaduto appunto che la Regione Puglia ha stanziato 26 milioni di euro per la realizzazione e la manutenzione dei «muretti a secco» con un costo medio a metro lineare di 70 euro. In questo modo si possono sviluppare 430 chilometri di muretti a secco. La scelta della Regione Puglia, non c’è che dire, è apprezzabile. Si tratta di ripristinare l’architettura del paesaggio rurale (tanto è vero che i fondi sono previsti dal Piano di sviluppo rurale), di riequilibrare i «volumi» dell’ambiente, di ripristinare zone del territorio sfregiate dal cemento e dall’asfalto.
Ebbene, vai a spulciare delibere, atti e determine e scopri che dai finanziamenti è completamente esclusa la provincia di Foggia. Già, la Capitanata, con il Parco nazionale del Gargano ma perché no anche con il Subappennino danno, non potrà usufruire di quei finanziamenti che la Regione Puglia ha riservato in via esclusiva alla «murgia barese», al brindisino e al Salento. Sembra incredibile ma è vero. La più grande zona Sic della Puglia, (sito di interesse comunitario) sul piano ambientale, e cioè il promontorio del Gargano, non avrà un centesimo di quei fondi. Non si sa se ci sarà o meno un ripensamento da parte della Regione o se la Regione stessa troverà altri fondi per rimediare (la scadenza del bando per le domande di finanziamento è fissata al 30 luglio di quest’anno), ma la sensazione di «abbandono» totale della provincia di Foggia – ovviamente per diretta responsabilità di chi dovrebbe stare attento a questi passaggi politico amministrativi – è a dir poco deprimente. «Non so se il vecchio assessore all’agricoltura della Regione, Russo, ci abbia chiamato – ha detto a tal proposito Nicandro Marinacci – o meno alla concertazione in sede regionale, di sicuro mi sembra uno scippo». A Palazzo Dogana, praticamente vuoto, uno dei pochi a parlare è il consigliere di maggioranza Nicandro Marinacci. «Non se se siamo stati assenti e se è anche colpa nostra, mi chiedo che cosa abbiano fatto assessori e consiglieri a tutti i livelli perché per arrivare a questo deve esserci stata una dormita generale», aggiunge Marinacci che fa sapere che coinvolgerà direttamente il presidente Pepe per fare il punto della situazione. 


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