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A Vieste ci vogliono le catene…

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In catene le auto in divieto di sosta di turisti stranieri…per immobilizzare le auto di cittadini stranieri in contravvenzione.
 
La gente si divide tra chi è favorevole e chi si mette nei panni dei turisti che non possono rientrare nella struttura ricettiva che li ospita

Una catena che parte da una ruota ed arriva all’altra, con tanto di lucchetti per bloccarla ai cerchioni: a prima vista, può sembrare un rudimentale sistema di antifurto, come quello utilizzato da molti possessori di moto, invece si tratta di un immobilizzatore per auto parcheggiate in luoghi a loro non consentiti.

Sembrerebbe che la decisione di adottare questo sistema di "ganasce artigianali" sia legato all’impossibilità di ottenere il pagamento delle multe elevate ai cittadini stranieri una volta rientrati nella propria nazione di residenza.

In catene le auto in divieto di sosta di turisti stranieriCon questo metodo (poco elegante a vedersi ma funzionale), il turista in contravvenzione è costretto a pagare la multa presso il comando della Polizia Municipale di Vieste per vedere dissequestrata la propria autovettura.

Alla vista delle prime auto "incatenate", è prontamente scoppiato il dibattito nell’opinione pubblica: in tanti si sono detti favorevoli al metodo utilizzato, soprattutto perchè regolarmente applicato nelle città di tutto il mondo ("però le ganasce sono meno brutte delle catene e danno più il senso di professionalità").

Ma, al tempo stesso, tanti altri si sono messi nei panni dei turisti che si ritrovano impossibilitati a ritornare nella struttura turistica che li ospita non solo a causa del blocco applicato alla vettura ma anche per la mancanza di agenti di Polizia Municipale e per la chiusura del Comando oltre una certa ora  (le foto sono state scattate qualche minuto dopo l’una nella notte tra lunedì e martedì scorso ad una auto con targa svizzera parcheggiata in una area riservata ai disabili in viale Marinai d’Italia).

Inoltre, sempre dopo una certa ora, non ci sono mezzi di trasporto pubblici che garantirebbero il rientro in albergo o in bungalow e scarseggiano i cartelli che indicano i numeri telefonici dei tassisti.

I cartelli stradali non sono tradotti in ingleseSchierarsi con una delle due linee di pensiero è impresa decisamente ardua; ma non si può dare torto a quella ragazza che ha così commentato la vicenda: "Dai turisti pretendiamo il pagamento delle multe e il rispetto delle leggi, ma non ci sprechiamo ad affiggere cartelli con le indicazioni scritte almeno in inglese. Come fa uno straniero a capire che sotto l’indicazione internazionale P che indica la possibilità di parcheggio c’è scritto che i posti auto sono riservati solo ai residenti?"

Sandro Siena


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