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Puglia: niente ticket sanitari per extracomunitari

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Un nuovo passo verso «l’allargamento dei diritti umani e dei diritti di cittadinanza» per gli stranieri. Questo è, per il presidente della Regione Puglia, Nichi Vendola, il provvedimento varato oggi dalla giunta regionale che esenta dal pagamento delle spese farmaceutiche gli stranieri temporaneamente presenti sul territorio. A prescindere dall’età, quindi non pagheranno il ticket farmaceutico gli extracomunitari, gli europei non in regola, i rifugiati politici o con protezione umanitaria non in regola con le norme relative all’ingresso e al soggiorno e privi di risorse economiche. In seguito al provvedimento della giunta, quindi, le Asl regionali dovranno dare i relativi certificati di esenzione a tutti i cittadini stranieri extracomunitari che ne faranno richiesta. Per Vendola il provvedimento «ha il valore di una perequazione sociale perchè a chi vive una condizione di malattia e abita nei territori del disagio economico non può essere minimamente inferto un vulnus al diritto di cittadinanza».
Per il governatore pugliese si tratta anche di dare concretezza «ad un impegno elettorale» in seguito al quale la Regione ha già «imposto l’esenzione del ticket ai cittadini pugliesi con un reddito al di sotto dei 22.000 euro l’anno». «I cittadini stranieri che si trovano temporaneamente nel nostro territorio – afferma Vendola – si trovano certamente in condizioni economiche disagiate. Non occuparci dell’allargamento dell’esenzione significherebbe infliggere il pagamento del ticket alla porzione più delicata e svantaggiata della popolazione».

Quello approvato oggi, per Vendola «è un provvedimento obbligatorio per una Regione che ha fatto dei diritti umani e dell’universalismo dei diritti umani la propria bandiera». Gli stranieri temporaneamente presenti sul territorio hanno già un codice di accesso alla sanità che consente loro di avere il medico di base. Con il provvedimento di oggi, gli stranieri in particolari condizioni, in quanto fasce deboli, vengono equiparati alle persone con redditi bassi e quindi esentati anche dalle spese farmaceutiche.

«Si tratta di un atto di civiltà – ha detto l’assessore regionale alla sanità, Tommaso Fiore – che ci accomuna ad altre regioni italiane». «Un provvedimento in linea con la politica della Puglia che – ha aggiunto – si schierò decisamente contro il provvedimento del governo contenuto nel ddl sicurezza (e poi eliminato) che prevedeva l’obbligo di denuncia per i medici che avessero curato immigrati irregolari».


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