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ACQUA INQUINATA NEL VILLAGGIO NEL CROTONESE: INDAGATO IL DIRETTORE (VIESTANO)

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Luigi Di Rodi, insieme a due manutentori, è stato accusato di tentato avvelenamento colposo e di calunnia contro ignoti per aver denunciato un sabotaggio

Al villaggio Igv Club di Le Castella, dove nei giorni scorsi una quarantina di ospiti hanno accusato malori gastro-intestinali causati dall’acqua distribuita dalla rete della struttura, non c’é stato alcun sabotaggio, come era stato ipotizzato, ma una errata e approssimativa gestione delle risorse idriche da parte dei titolari della struttura turistica.

Lo ha detto ai giornalisti il procuratore di Crotone, Raffaele Mazzotta, aggiungendo che a tre persone è stato notificato oggi un avviso di garanzia con contestuale invito a comparire con l’ipotesi di reato di avvelenamento colposo delle acque. Si tratta del direttore del villaggio Luigi Di Rodi, di 67 anni, di Vieste (Foggia), e due responsabili della manutenzione della rete idrica, Antonio Papaleo, di 44, e Carlo Chiodo, di 55, entrambi di Isola Capo Rizzuto.

Nei confronti di Di Rodi, inoltre, viene ipotizzato il reato di calunnia contro ignoti perché avrebbe deviato il corso delle indagini omettendo alcune circostanze e facendo, di fatto, pensare ad un intervento esterno. Mazzotta ha spiegato che proprio "l’errata e approssimativa gestione delle risorse idriche, potrebbero essere ragionevolmente all’origine dell’intossicazione dei turisti".

Dagli accertamenti compiuti sarebbe emerso che nel villaggio erano state sistemate delle pompe di aspirazione in pozzi non controllati che avrebbero poi provocato l’inquinamento delle acque.

Fonte: ANSA


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