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Turismo – APPROVATA NORMA ‘SALVA CAMPING’

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E’ stata approvata in via definitiva e pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale, la norma proposta dal ministro del Turismo, Michela Vittoria Brambilla, che chiarisce che l’installazione di mezzi mobili di pernottamento (tende, roulotte, caravan, maxi caravan, case mobili, natanti) all’interno di strutture turistico-ricettive all’aria aperta regolarmente autorizzate, non necessita del permesso di costruire.

Da oggi in sostanza, la collocazione e il rimessaggio di mezzi mobili di pernottamento all’interno dei camping autorizzati, non costituiscono attività rilevanti ai fini urbanistici, edilizi e paesaggistici, purchè siano rispettate le norme regionali che ne regolamentano le condizioni strutturali e di mobilità.

Secondo i dati ufficiali l’attività dei camping in Italia realizza un fatturato complessivo che supera i due miliardi e ottocento milioni di euro.

Se non fosse passata la volontà legislativa di cambiare la norma relativa all’interpretazione dell’art. 3 della legge 380 sul testo unico dell’edilizia oggi il settore delle imprese turistiche all’aria aperta avrebbe rischiato di scomparire, con una conseguente perdita per l’economia del turismo di oltre 63 milioni di presenze l’anno, senza considerare le potenzialità di investimento (circa un migliaio di aziende si preparano a fare investimenti nel settore) che stavano per esaurirsi a causa del clima di incertezza generato tra gli imprenditori.

L’interpretazione della difformità legislativa produceva infatti l’effetto di poter imputare qualsiasi proprietario di campeggio che avesse case mobili nella propria azienda, del reato di abuso edilizio. Molte decine di proprietari di camping in tutte le regioni d’Italia, si trovavano già in questa condizione, pur essendo perfettamente in regola rispetto alle normative regionali che definiscono dettagliatamente le condizioni per le autorizzazioni. In Italia sono circa 2500 i campeggi esistenti, circa il 50 per cento di questi rischiava di trovarsi nei guai con la legge, fino a subire il sequestro dei beni.


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