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Il 18enne sanseverese Victor Luca Palumbo conquista la cima del Monte Bianco

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Nel suo sangue l’amore per lo sport e per le imprese impossibili di sua madre, l’ultrarunner Carmen Fiano.

 

Victor Luca Palumbo, da San Severo, appartenente al CUS Foggia è riuscito a coronare il suo sogno: essere a 18 anni, sicuramente, uno tra i più giovani alpinisti che ha messo piede sul Monte Bianco. Un obiettivo preparato con cura nei mesi precedenti, insieme agli “istruttori di arrampicata” foggiani, Raffaele Berlantini e Lorenzo Falcone. Lo stesso Berlantini aveva avuto già esperienze al Campo Base del K2 e del Kilimangiaro. La prima ascensione del Monte Bianco fu realizzata da Jacques Balmat (24 anni – cercatore di cristalli) e da Michel Gabriel Paccard, (29 anni – medico condotto); entrambi di Chamonix. Raggiunsero la vetta il giorno 8 del mese di agosto del 1786 alle 18.30 circa. La prima donna invece, fu Marie Paradis il 14 luglio 1808. Il Monte Bianco (Mont Blanc) è una montagna che raggiunge i 4.810,90 metri ed è percorsa da profondi valloni, nei quali scorrono numerosi ghiacciai come quello della Brenva e la Mer de Glace. L’esperienza estrema del giovane alpinista sanseverese è stata portata a termine in cordata, con suo padre Giuseppe, senza l’aiuto di alcuna guida alpina, necessaria, invece, per tutti coloro che non hanno consapevolezza dei rischi della montagna oppure che cerchino una maggiore tranquillità nella scalata. La cordata è partita nel pomeriggio di sabato 25 luglio dal versante francese del Monte Bianco, Nid d’Aigle, dove i due sono arrivati fino al Tete Rousse a quota 3.160 metri. Poi, è stato attraversato il Gran Couloir, definito dagli alpinisti, uno dei posti più pericolosi da superare per la “caduta massi” di notevoli dimensioni, che spesso si trasformano in veri e propri proiettili. Dopo l’ascensione del Gouter a circa 3.800 metri e l’acclimatamento di circa 7 ore, alle ore 3.00 di domenica, Luca con la classica “lampada” sul caschetto, ha ricominciato la scalata, per raggiungere la cima. Appena superato il Dome de Gouter a circa 4.300 metri è stato illuminato dalle prime luci dell’alba ed ha avuto la stupenda ed incomparabile visone del “Bianco” in notturna. L’intensità della luce in aumento, gli ha consentito di percorrere per circa un paio d’ore, le ripide creste che portano ad ammirare la vetta, tra bellissimi crepacci sfumati d’azzurro. Giunto in cima, ai fatidici 4.810 metri con una temperatura 15C° sotto zero, e soprattutto dopo aver superato tutte le difficoltà, dovute alla rarefazione dell’ossigeno, dai 4000 metri in su, ha potuto realizzare il suo sogno: la conquista del Monte Bianco. La scalata era già stata tentata circa sei giorni prima, ma dopo l’arrivo a quota 4.000, nonostante le previsioni del meteo svizzero, avessero dato speranze di bel tempo, Luca è stato costretto a recedere dall’impresa avendo notato numerose bufere di neve che si abbattevano ad alta quota. Luca Palumbo, che sta acquisendo il brevetto di “pilota di parapendio” ha all’attivo due maratone dei classici 42 km ed una ultramaratona di 50, sul Gran Sasso. Nel suo sangue l’amore per lo sport e per le imprese impossibili di sua madre, l’ultrarunner Carmen Fiano che detiene tuttora il record italiano della gara femminile più lunga in assoluto: la “sei giorni di corsa su strada”, con 522 km.
.(Il Grecale)


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