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Così si costruirà in Puglia

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Ecco le schede per valutare la qualità degli edifici.

 

Venti schede con i 3 criteri e i numerosi sottocriteri ritenuti indispensabili per, poter avere una classificazione tale da consentire di accedere agli aumenti di volumetria concessi dalle disposizioni regionali a favore dell’edilizia. E l’incrocio tra quello che erroneamente viene definito piano casa e la cosiddetta legge sull’abitare sostenibile. Nella versione pugliese, le misure atte a sostenere il comparto in crisi dell’edilizia prevedono, alla voce demolizione e ricostruzione, prevedono che l’incentivo del 5% di volumetria in più si ottenga solo se i lavori previsti rispondono anche ai criteri del risparmio e dell’efficienza energetica.
Le schede sono allegate alla delibera che disciplina il «Sistema di valutazione del livello di sostenibilità ambientale degli edifici in attuazione della legge regionale “Norme per l’abitare sostenibile”». I criteri ai quali fare riferimento sono, secondo il sistema comunitario Itaca, tutti riconducibili alla qualità energetica. Al primo punto la climatizzazione invernale, quindi la climatizzazione estiva, poi le energie da fonti rinnovabili. In totale le schede fanno riferimento a il sottocriteri di valutazione. Si tratta. di accorgimenti eminentemente tecnici che però, sostanzialmente, giocano sullo sfruttamento ottimale della radiazione solare tanto per la razionalizzazione del clima interno, quanto per l’autosufficienza degli immobili rispetto a fonti non rinnovabili (petrolio, metano) di energia. Ogni scheda prevede che, se i sottocriteri. sono rispettati, si possano ottenere punti e, alla fine, sommando tali valutazioni, si ottiene la fascia di efficienza raggiunta. In base a questa fascia di efficienza si può o meno capire se si è nelle condizioni di chiedere la possibilità di accedere agli incentivi previsti dalle disposizioni legislative. 


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