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Sanità Pugliese/ L’inchiesta sanità riparte da Foggia

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Nuovi documenti acquisiti nei giorni di ferragosto.

 

Le ultime acquisizioni, i carabinieri del Nucleo investigativo lei Reparto operativo provinciale li Bari le hanno fatte negli uffici dell’Assessorato alla sanità della regione Puglia mentre tutti si preparavano ad andare in ferie. I militari su ordine del sostituto procuratore antimafia Desirée Digeronimo, che sta indagando su un presunto intreccio tra affari e politica nella gestione della sanità pugliese, hanno prelevato atti relativi alla gestione degli «Ospedali riuniti di Foggia» e questioni che coinvolgono il direttore generale Tommaso Moretti. Il suo nome non risulta iscritto nel registro degli indagati. Il magistrato inquirente torna oggi, lunedì al lavoro e la macchina investigativa si rimette in moto. Nel filone dauno della indagine che tocca le maggiori Asl pugliesi e che ha messo il naso nei bilanci di cinque partiti del centro sinistra regionale, sono confluite a metà luglio anche le dichiarazioni dell’ex commissario straordinario dell’Azienda sanitaria locale di Foggia, Donato Troiano, sentito in qualità di «persona informata sui fatti», cioè di potenziale testimone. L’ex commissario dell’Asl di Foggia si dimise lo scorso ottobre e fu sostituito un mese dopo da Ruggero Castrignanò, nominato dalla giunta regionale alla guida dell’Asl del capoluogo dauno. Da quello che si è saputo a Troiano sarebbero state rivolte domande sia sulle procedure seguite per l’aggiudicazione degli appalti per la fornitura di beni e la prestazione di servizi all’interno delle strutture sanitarie dell’Azienda sanitaria foggiana, sia sulle nomine di primari ospedalieri. A quanto pare nel corso di quella audizione il pm inquirente avrebbe rivolto domande anche sull’avvicendamento fra Troiano e il suo successore Castrignanò. Quest’ultimo – a quanto si è appreso – sarebbe coinvolto nell’inchiesta della Dda.
Il 21 di luglio a rispondere alle domande del sostituto procuratore antimafia è stato il direttore sanitario dell’Azienda sanitaria locale di Lecce, Franco Sanapo, anche lui ascoltato come «persona informata sui fatti». Sanapo era stato rimosso dall’incarico ma, alla fine del 2008, era stato reintegrato dal tribunale Amministrativo regionale. Secondo indiscrezioni, al centro dell’audizione di Sanapo ci sarebbero stati i criteri per le nomine all’interno delle strutture dell’Azienda sanitaria e le modalità del suo allontanamento (provvisorio). L’ultimo a dire la sua, nei primi giorni di agosto, su invito del magistrato antimafia è stato l’ex direttore generale della Asl di Barletta (incarico dal quale si è dimesso) e dell’Oncologico di Bari, il dottor Maurizio Portaluri, oggi dirigente della radioterapia al “Perrino” di Brindisi. Portaluri ha denunciato le falle della programmazione sanitaria certificata dal documento di indirizzo finanziario della Regione. Da alcune indiscrezioni risulta che altre persone informate sui fatti verranno sentite nei prossimi giorni e che nuove acquisizioni potrebbero aver luogo a breve. La Digeronimo continua a scavare alla ricerca di ulteriori elementi a sostegno della tesi secondo cui politici e imprenditori avrebbero creato una specie di «cupola» affaristica capace di piotare delibere regionali in materia di smaltimento dei rifiuti solidi urbani, forniture di servizi alle Asl, appalti nelle aziende ospedaliere, gestione delle nomine dei primari e dei direttori generali, accreditamenti di strutture private. Una enorme speculazione ai danni del sistema sanitario pugliese e dei suoi bilanci.
 


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