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Comunità Montana riabilitata/ Pinto, imputato e presidente

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In attesa di giudizio si è ripreso la massima poltrona. Con lui anche Peppino Maratea: tornano in sella, ma già si è scatenata la lotta per le poltrone.

 

Non tutto è candido sotto la cenere: in questi giorni, esperti legali e amministrativisti stanno lì a decrittare quella sentenza della corte costituzionale che ripristina una situazione ante non senza le complicanze delle prescrizioni. I consigli da convocare, le figure politiche da rideterminare, gli incarichi da definire. Su tutte la figura del presidente: imputato e riabilitato. Nicola Pinto che con Pepppino Maratea ha un processo in corso per la questione legata alla presunta concussione legata all’appalto wi-fi ha ricevuto le chiavi dal commissario prefettizio. Nel febbraio 2008 sia Pinto sia Maratea si dimisero dalla loro carica rispettivamente di presidente e di assessore. La loro surroga non avvenne mai e oggi, pur non essendo stati direttamente indicati dagli attuali consigli comunali di Rodi Garganico e di Vico del Gargano (con loro quasi tutti i membri della giunta e dell’assemblea) si ritrovano a ricoprire incarichi importanti e si apprestano a convocare quanto prima l’assemblea dei capi-gruppo e la commissione per l’adeguamento dello statuto dell’Ente. Pinto, come si ricorderà, fu reintrodotto alla guida della Comunità con dispositivo deliberatorio del Ministero dell’Interno lo scorso 10 ottobre. Poi ci fu la soppressione dell’ente. Non si escludono anche alla luce delle vicende politiche determinatesi via via nei vari comuni garganici ribaltamenti e new entry. E’ inevitabile, come la lotta per le poltrone. 


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