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Riunione in prefettura mercoledì prossimo dei sindaci dei 13 Comuni della Comunità Montana Gargano

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Tredici i sindaci di (Cagnano Varano, Carpino, Ischitella, Mattinata, Monte Sant’Angelo, Peschici, Rignano Garganico, Rodi Garganico, San Giovanni Rotondo, San Marco in Lamis, Sannicandro Garganico, Vico, Vieste) che sono chiamati a ricomporre maggioranza ed esecutivo alla luce della sentenza della Corte costituzionale che ha ridato "corpo e sostanza" all’ente montano. Un anno fa nella sede del consiglio regionale fu licenziato, con i soli voti della maggioranza, il provvedimento di soppressione di tre delle sei comunità montane pugliesi e fu dimezzato il numero dei componenti la giunta, mentre venne ridotto a un terzo il numero dei rappresentanti eletti dalle assisi comunali. Verranno ora eletti un presidente di giunta e due assessori, tredici i consiglieri comunali che rappresenteranno i rispettivi comuni. Riassumendo quanto deciso della Corte costituzionale, è stata dichiarata non legittima la parte della finanziaria 2008 che cancellava le comunità montane, in quanto la disciplina è di stretta competenza regionale.

La stessa Corte ha bocciato la norma che disciplina la definizione della Comunità che, nella finanziaria, si rifaceva a particolari parametri fisico-geografici. In particolare, la soppressione automatica delle comunità montane se, a farne parte, fossero stati, almeno per metà, Comuni con un territorio non situato all’80 per cento della propria superficie a cinquecento metri sul livello del mare.

Tempi serrati per i sindaci i quali, entro 30 giorni dovranno nominare un solo rappresentante; in caso di inadempienza sarà la Regione ad adottare i poteri sostitutivi. Eventualità decisamente lontana, anche perchè è da dare per scontato che ogni amministrazione designerà un componente della maggioranza. In questo modo, non ci sarà nessuna rappresentenza delle minoranze.

Maggioranza e minoranze si formeranno, a questo punto, in sede di consiglio dell’ente montano.

E’ scontato che i sindaci non attenderanno la scadenza dei termini previsti dalla legge per procedere alla nomina del proprio rappresentante che, senza ombra di dubbio, sarà un esponente della maggioranza; come è da dare per certo che i contatti per definire le possibili alleanze e aggregazioni politiche per costituire la maggioranza ed eleggere il presidente e i due assessori siano già stati avviati e che, quindi, al momento in cui sarà possibile procedere agli adempinenti previsti dalla normativa ufficializzeranno la definizione degli accordi raggiunti.

Prima della nomina del nuovo presidente della Comunità e dell’esecutivo, resta alla guida dell’ente, il presidente Nicola Pinto.


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