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Colf e badanti, da oggi vale

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Permessi pure dai Comuni? – Il ministro degli Interni Maroni: “A breve procedure più snelle”.

 

Al via da oggi la procedura di regolarizzazione di colf e badanti mentre il ministro dell’Interno, Roberto Maroni, ha accolto la proposta del sindaco di Torino, Sergio Chiamparino, di coinvolgere i Comuni per il rinnovo dei permessi di soggiorno per gli immigrati.
“Credo che questo tipo di accordo con i Comuni e l’Anci – ha affermato Maroni – possa essere stipulato in breve tempo. Penso che ci potrà essere una cooperazione per il rinnovo dei permessi di soggiorno, in quanto è una procedura più snella e non è necessario l’intervento degli uffici della Questura”.
Secondo Chiamparino, però, “l’Anci è un’associazione capace di rappresentare con un ruolo attivo una parte della Repubblica italiana e uno strumento che si dimostrerà utile per risolvere problemi più importanti”. Dalle 8 di questa mattina, fino al 30 settembre, sarà attiva la procedura per inviare on line, sul sito del Viminale, le domande di regolarizzazione per colf e badanti.
Quest’anno non ci sono quote e quindi non c’è un limite massimo di domande e non si dovrà fare a gara di velocità col mouse: tutte le domande che rispondono ai requisiti, compresi reddito e certificati medici, saranno accettate, previo pagamento dell’indispensabile contributo di 500 euro per la sanatoria.
“Non ci sono graduatorie a tempo né quote d’ingresso – specifica infatti il Viminale – quindi le domande presentate il 30 settembre avranno le stesse possibilità di ammissione di quelle presentate il 1 settembre: la ricevuta sarà disponibile sul sito del Viminale entro 72 ore e si potrà scaricare inserendo nome utente e password”.
L’unico vincolo per presentare la domanda è che le persone da regolarizzare, lavoratori italiani, comunitari o extracomunitari irregolari che lavorano come colf o badanti, siano alle dipendenze del datore che presenta la domanda da almeno tre mesi a partire dal 30 marzo 2009.
Secondo il Viminale, potrebbero arrivare tra le 500mila e le 750mila domande di regolarizzazione: la procedura parte con il pagamento di un contributo di 500 euro per ciascun lavoratore da regolarizzare.
 


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