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Sovraffollamento carceri, tra le 12 regioni fuori norma la Puglia

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Sono dodici le Regioni fuori norma, quelle cioè le cui carceri hanno superato la capienza ‘tollerabile’ di persone detenute: Puglia, Campania, Emilia Romagna, Friuli Venezia Giulia, Liguria, Lombardia, Marche, Sicilia, Toscana, Trentino Alto Adige, Valle d’Aosta, Veneto. Lo denuncia il Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria(Sappe). Per il presidente, Donato Capece: “sono disponibili 42mila posti, ospitiamo 64mila detenuti.
Siamo arrivati al punto di non avere più nemmeno posti in piedi. Non possiamo più subire altre condanne dalla Corte europea per la mancanza di spazi vivibili per i detenuti. Se non si fa ricorso per il ripristino delle celle presso carabinieri e polizia, saremo costretti a mettere fuori dai carceri un cartello con scritto ‘tutto esaurito’”.
Secondo le ultime rilevazioni statistiche del Sappe, dunque, i detenuti presenti negli Istituti penitenziari italiani delineano una italiana da terzo Mondo. “Il Sappe, in collaborazione con l’Associazione Pianeta Carcere – spiega Capece – sta perseguendo una campagna di diffusione di questi dati per far conoscere all’opinione pubblica la reale situazione che migliaia di Poliziotti Penitenziari sono costretti a fronteggiare 24 ore al giorno.
E’ solo grazie alla professionalità e al senso dello Stato che hanno le migliaia di Poliziotti Penitenziari che si riescono a contenere i disagi e le proteste delle 64 mila persone detenute”. “Il settore penitenziario è l’ultima fase di un processo di politiche sulla giustizia – continua Capece – Se questo settore è al collasso come i dati dimostrano ampiamente, significa che qualunque provvedimento a monte verrà “avvertito” in carcere solo dopo alcuni mesi. Ma la situazione oggi è tale che la Polizia Penitenziaria ha dato fondo a tutte le risorse e a tutti i sacrifici.
Se la politica non interverrà al più presto è certo che il prezzo più alto lo pagheranno le migliaia di appartenenti al Corpo di Polizia Penitenziaria e le loro famiglie.
I politici che hanno dato bella mostra del loro interessamento ai problemi del carcere in occasione dello scorso Ferragosto, ora hanno l’obbligo politico e morale di trovare al più presto una soluzione, magari ascoltando anche le proposte di chi, come la Polizia Penitenziaria, in carcere ci lavora 24 ore al giorno 356 giorni l’anno.
Purtroppo però sono passate più di due settimane da quelle visite ed ancora non abbiamo visto nulla di concreto. Abbiamo assistito alle solite denunce di una situazione insostenibile per i detenuti e qualche interrogazione parlamentare, ma se questo è l’unico risultato di una mobilitazione che pure abbiamo ampiamente applaudito, allora era meglio evitare quella passerella di celebrità, che ha generato molte aspettative nei confronti delle persone detenute e che ha “sfruttato” ancora di più il lavoro della Polizia Penitenziaria chiamata ad un lavoro straordinario che non verrà nemmeno pagato”.
Capece conclude rinnovando l’appello del Sappe in primis al Ministro della Giustizia Angelino Alfano e a tutti i Parlamentari, soprattutto quelli che hanno potuto rendersi conto dal vivo a Ferragosto di cosa significhi vivere e lavorare in carcere, di impegnarsi a trovare una soluzione al sovraffollamento entro cento giorni dalla visita di Ferragosto.


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