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Vendola: guai a politica-porcellaio

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"Guai, guai, ogni qualvolta la politica si trasforma in un porcellaio, guai ogni qualvolta chi esercita potere smette di dimenticare quel senso del limite a cui dovrebbe ispirarsi, e il contenuto del senso del limite è il rispetto della dignità e della vita delle altre persone". E’ questo il commento del presidente della Regione Puglia, Nichi Vendola, alla notizia diffusa ieri di una nuova inchiesta su sesso, affari e politica che vede coinvolti due ex assessori della giunta regionale (estromessi dall’esecutivo col rimpasto fatto all’inizio del luglio scorso). Vendola, parlando con i giornalisti a margine di una conferenza stampa tenuta oggi in presidenza per presentare il Festival della cultura ebraica in Puglia che si terrà dal 6 al 10 settembre, ha detto: “Intanto ci aspettiamo di conoscere i fatti perchè finora siamo di fronte ad una sequela di indiscrezioni giornalistiche, a racconti che hanno anche un certo grado di confusione. Vorremmo conoscere la verità. La verità è la bussola che deve orientare la nostra ansia di moralizzazione”.

“L’ansia di moralizzazione – ha aggiunto – ha bisogno di nutrirsi di verità anche per evitare che possano essere coinvolte persone che non c’entrano niente. Noi dobbiamo evitare il rischio di fare di tutte le erbe un fascio, di mettere nello stesso mazzo persone per bene e persone per male”.

“Qualora si fosse adoperato – ha continuato – un ricatto a sfondo sessuale per soddisfare una domanda di lavoro si sarebbe commesso, dal punto di vista della pubblica morale, un atto gravissimo. Le cose che abbiamo letto sono francamente disgustose e spero che si possano dimostrare infondate”. “Qualora fossero fondate – ha concluso – la nostra reazione sarebbe assolutamente gravissima”.


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