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Nuova influenza: casi accertati anche in Capitanata

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Istituita da aprile scorso una Unità di Crisi presieduta da Franco Carella.

 

Risale ad aprile scorso l’istituzione dell’Unità di Crisi a Foggia per fronteggiare la nuova influenza AH1N1. A guidarla l’ex senatore Franco Carella che oggi ha confermato, in una dichiarazione resa telefonicamente a Teleradioerre, la presenza di casi della nuova influenza qui in Capitanata. Non sarebbero pochi: 70 quelli presi in considerazione dall’Unità di Crisi da quando l’influenza ha cominciato a far parlare di sè. Circa l’80% dei pazienti analizzati è risultato positivo al test A H1N1, ma si tratta – ha ribadito Franco Carella – di quadri clinici non preoccupanti. Sono, perlopiù, giovani tornati da vacanze studio all’estero in paesi come Inghilterra, Spagna, Stati Uniti o da crociere sul mediterraneo. In tutti i casi i pazienti sono stati curati a casa dai proprio medici di base, attraverso la classica somministrazione farmacologia. A tutti però – così come prevede la procedura ministeriale – è stato effettuato un tampone faringeo, presso il reparto di malattie infettive degli Ospedali Riuniti di Foggia. Tampone inviato poi, nella struttura ambulatoriale a Bari, unico laboratorio abilitato in Puglia per effettuare questo tipo di analisi. Sono invece, appena 5 i casi "autoctoni", – precisa Carella – cioè di pazienti che hanno contratto la nuova influenza sul territorio senza essersi recati all’estero. Anche in questo caso -spiega lo stesso – si è trattato di quadri clinici assolutamente non preoccupanti che manifestavano comuni sintomi influenzali. A destare qualche preoccupazione in più, il caso di una bambina con difficoltà respiratorie, della provincia di Foggia, per la quale è stato necessario il ricovero nel reparto di pediatria della maternità. Va anche detto – precisa il medico – che il primo caso pugliese di sospetta influenza A H1N1 è stato quello di una ragazza di San Severo tornata dal Messico e risultata, poi, negativa al tampone faringeo. A novembre, infine, è previsto l’arrivo del vaccino. L’Unità di crisi è in fase avanzata. "Stiamo organizzando la vaccinazione di soggetti a rischio – afferma Carella: in primo momento interesserà i pazienti da zero a 65 anni con particolari patologie vale a dire circa 60mila persone; poi toccherà a soggetti addetti ai servizi di pubblica utilità: all’incirca altre 70 mila persone".


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