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Monte Sant’Angelo/ Agropolis il 25 settembre l’ente montano decide

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Incerto il futuro dell’azienda pilota chiusa per la gestione fallimentare.

 

Il presidente della Comunità montana del Gargano, Nicola Pinto, ha convocato l’assise per il 25 settembre (in caso fosse necessario 115 ottobre). I consiglieri saranno chiamati a discutere dell’annosa questione legata al complesso immobiliare “Agropolis” e degli adempimenti previsti dalla legge regionale dello scorso aprile, provvedimento che ha ridisegnato il nuovo ente, dando una grande sforbiciata al numero dei suoi componenti: dai precedenti 39, tre rappresentanti per ognuno dei tredici Comuni che fanno parte della Comunità, a tredici, uno per ogni ente locale; appena tre i componenti la giunta: un presidente e due assessori.
Per Pinto questa seduta potrebbe essere l’ultima da presidente, infatti, il consiglio comunale di Rodi Garganico, di cui Pinto è componente di minoranza, ha già designato il proprio rappresentante, Salvatore De Felice, naturalmente esponente di maggioranza. A proposito di Agropolis, l’azienda pilota che avrebbe dovuto qualificare l’attività amministrativa di giunta e consiglio dell’ente montano, è, invece, il dato più emblematico di un risultato amministrativo e di uno spreco di risorse finanziarie soltanto inimmaginabili.
Difficilmente ci sarà qualche organo di controllo che vorrà capire il perchè del fallimento dell’azienda e di decine e decine di migliaia di euro buttati al vento. Non solo, ma anche risalire ai responsabili, che certamente ci sono, che hanno fatto si che Agropolis si trasformasse nel classico “carrozzone” servito, a turno, a chi in tutti questi anni ha ricoperto responsabilità sia di carattere politico che di gestione amministrativa in via 5. Antonio Abate, a Monte, sede della comunità montana del Gargano.
L’ultimo a gestire il complesso agrituristico, Vincenzo Trotta, imprenditore di Monte, il quale s’era aggiudicato i beni mobili (per un importo di trecentoventimila euro) messi all’asta. Anche Trotta, però, dopo qualche mese, dovette rinunciare a quella che, dal primo momento sembrò una sfida impossibile. Un altro colpo di grazia l’aveva assestato l’Opus s.r.l., società di cui si sono, letteralmente perse le tracce, e la cui gestione, durata poco più di un anno, risultò essere stata a dir poco disastrosa. Il percorso gestionale di Agropolis non è stato,
dunque, proprio tranquillo, se solo ricordiamo le mai sopite polemiche legate alla gestione “allegra” dell’Azienda che, a parere di tanti, è stata la causa che ha portato il giudice del tribunale di Foggia, Egiziano Di Leo, a pronunciare la sentenza di fallimento della “Agropolis s.r.l”. Una vicenda, questa del fallimento, ancora tutta da scrivere per i troppi passaggi, non sempre chiari, che si sono succeduti e sui quali nessuno ha inteso mettere il dito. 


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