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Apre «Casa Puglia» a Bruxelles costo 2 milioni di euro

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Ci sono voluti due anni perché la «Casa Puglia», la nuova sede della Regione a Bruxelles, diventasse realtà. Gli uffici, infatti, saranno inaugurati dal presidente Nichi Vendola il 9 ottobre prossimo, ma risale al 25 luglio 2007 (con la proposta di delibera in giunta) la decisione di acquistare la nuova sede, in Rue du Trone 62, al costo di 1 milione e e 855mila euro. Il tutto a termine di una gara espletata con due società venditrici che avevano messo sul piatto sei ubicazioni diverse entro un costo complessivo che non avrebbe dovuto superare – queste le volontà della Regione – i 2 milioni e 181mila euro. Con un obiettivo: risparmiare le uscite, decisamente più alte per il canone di affitto che la Regione aveva in piedi da anni per la propria sede in rue du Luxembourg.

Da allora, da quel 25 luglio 2007, ne sono successe davvero tante nella Regione: a condurre le trattative per conto della presidenza fu il capo gabinetto Danny Gadaleta, scomparso pochi mesi dopo, mentre a guidare gli uffici dell’assessorato al Bilancio – che lavorarono d’intesa col Patrimonio – c’era Francesco Saponaro, primo protagonista dei diversi «rimpasti» attuati da Vendola sulla sua giunta in questi due anni e oggi a capo della società regionale InnovaPuglia.

Per una storia che si conclude col lieto fine, un’altra invece torna nell’abisso dei rinvii. È quella della nuova sede unica della Regione Puglia (giunta e consiglio regionale), dopo che l’assessore alle Opere pubbliche Fabiano Amati ha deciso di ritirare i bandi onde adeguare le procedure alle nuove norme antisismiche, «lacuna» già contestata dinanzi al Tar da una delle società ricorrenti. Il progetto del cantiere nel quartiere Japigia, caldeggiato già dalla giunta Fitto 2000-2005, è quindi destinato a protarsi ancora di qualche anno.

«La vicenda della sede unica regionale è uno dei simboli del fallimento politico e amministrativo del Governo Vendola» dice il capogruppo Fi-Pdl Rocco Palese.


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