The news is by your side.

Sanità in Puglia/ L’assessore Fiore intercettato su nomine primari

23

Ci sono anche alcune telefonate tra Tommaso Fiore e Nichi Vendola nel fascicolo dell’inchiesta condotta dal pm Desirèe Digeronimo sull’intreccio tra politica e appalti. Conversazioni in cui l’attuale assessore regionale alla Salute, all’epoca consulente del presidente, discute con il governatore della nomina di alcuni primari.
Un tema, quello sollevato nelle telefonate con Fiore (ma anche nelle conversazioni con il suo predecessore Alberto Tedesco), di cui la Digeronimo ha chiesto lumi a Vendola nel corso dell’audizione del 6 luglio: oltre 4 ore di confronto nel corso delle quali il presidente della Regione pare aver chiarito ogni dubbio. Dalle carte dell’inchiesta sembra dunque emergere che oltre a monitorare il cellulare di Tedesco (ma per 8 mesi una microspia ha ascoltato pure ciò che si diceva nel suo ufficio), i carabinieri tenevano sotto controllo anche i telefoni di Fiore.

Prima delle dimissioni di Tedesco, presentate il 6 febbraio, il medico anestesista barese (che non è indagato) era il principale consulente di Vendola sulle politiche sanitarie. «Non ricordo il contenuto specifico di quelle conversazioni – dice Tedesco, ora parlamentare del Pd – ma è evidentemente possibile che pure io abbia parlato con Fiore di primari, sempre in termini più che leciti: è normale che ci si informi prima di effettuare scelte così delicate».

Questo è anche, più o meno, ciò che Vendola ha risposto alla Digeronimo: il presidente ha spiegato di non avere conoscenze personali nel settore medico, e dunque di essersi sempre affidato alle opinioni espresse da Fiore. A un mese da quell’audizione, i carabinieri si sono presentati nell’assessorato alla Salute. Il 4 agosto i militari del nucleo investigativo hanno infatti acquisito copia di tutte le consulenze stipulate, tra cui ci sono quelle tra la Regione e Fiore.

Le telefonate intercettate e la risposta di Vendola chiariscono, probabilmente, perché la Digeronimo abbia chiesto quelle carte: voleva verificare in cosa consistesse l’incarico affidato dal governatore al medico anestesista del Policlinico. Tra i suoi compiti non c’era quello di esprimere pareri sui primari, che però non poteva esserci: quelle nomine, infatti, spettano ai direttori generali delle Asl. Su questo tema l’ipotesi investigativa della procura sembra chiara: Tedesco (che è indagato insieme a una quindicina di funzionari e imprenditori) potrebbe aver pilotato le nomine dei primari, facendo pressioni sui direttori generali, allo scopo di ottenere ordini per le aziende di forniture sanitarie dei suoi figli. E la consulenza affidata a Fiore, nominato assessore dopo le dimissioni di Tedesco, potrebbe dimostrare una sorta di continuità nella gestione dell’assessorato.

Tutto da dimostrare, ovviamente: anche perché, una volta rispettati i requisiti minimi previsti, la legge lascia ai direttori generali ampia discrezionalità nella scelta dei primari. Ecco dunque perché, per provare la sua tesi, la procura sta provando a ricostruire la situazione patrimoniale di Tedesco scavando nel fatturato delle aziende dei suoi figli.

MASSIMILIANO SCAGLIARINI


error: Il contenuto di questo sito è protetto dal Copyright