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La Uil: “La ‘Aeroporti di Puglia’ sommersa dai debiti. La Regione tace”

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Ultimo bilancio: 7mln in rosso. “La chiusura del bilancio di Aeroporti di Puglia con un pesante passivo conferma non solo le nostre perplessità sulla gestione, ma dice a chiare lettere che tutte le denunce e gli allarmi che la Uil, spesso da sola, lancia da qualche anno non sono campati in aria”: nessuno sconto da parte del segretario generale della Uil di Puglia e di Bari, Aldo Pugliese, nel commentare i circa 7 milioni di debiti accumulati con l’ultimo bilancio approvato.

“Lo sfascio è sotto gli occhi di tutti – dice il segretario – ma risulta abbastanza incomprensibile che nessuno faccia niente per risolvere la questione. Un settore così importante come il trasporto aereo non può essere affidato ad un amministratore unico e ad un direttore generale che continuano ad affidarsi a soli due scali e a scegliere compagnie venete e decotte, che incassano soldi pubblici della Puglia e poi falliscono.

Il caso di Myair, all’inizio dell’estate, è una vera e propria perla nella gestione di Aeroporti di Puglia”. La Uil trova soprattutto incomprensibile come la Regione Puglia possa starsene a guardare: “Si registra una sorta di tacita compiacenza – spiega il segretario – nei confronti di chi arreca danni di notevole portata, rovinando l’immagine della nostra terra e il settore turismo.

E’ come se non ci si rendesse volutamente conto che a pagare le scelte sbagliate di questi signori sono altri, a cominciare dai pugliesi e dai turisti”. Pugliese ricorda la furiosa polemica dei fondi Por, che alla fine non ha prodotto alcun intervento da parte delle Istituzioni:

“La ex Seap da tempo paralizza l’attività di due aeroporti e penalizza quella di un terzo – dice – perché Foggia e Grottaglie sono di fatto abbandonati al proprio destino mentre Brindisi è costretta a recitare una parte di secondo piano. Ma non c’è da meravigliarsi, in quanto siamo di fronte ad una storia pluriennale che dimostra la volontà di Aeroporti di Puglia di perseguire scelte precise.

Il caso di Grottaglie è emblematico: da dieci anni si è in attesa di una attività cargo che non c’è. Il tutto utilizzando risorse comunitarie, con un bando da 63 milioni di euro che appartengono a tutta la Puglia e non ad una sola parte di essa”


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