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San Giovanni Rotondo: bagarini fuori dalla Chiesa

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C’è chi ha aspettato un’ora, c’è chi ne ha aspettate due, c’è chi ha aspettato un’intera giornata per vedere la salma di Padre Pio; e c’è poi chi, pur avendo aspettato tanto tempo, non l’ha nemmeno visto. Questo è quello che è accaduto domenica scorsa, 20 settembre, a San Giovanni Rotondo. (di Serena Mendrano) Qualcuno parla di speculazione, qualcun altro parla di business, ma sta di fatto che San Giovanni Rotondo è sì un luogo di culto, ma anche un luogo su cui molta gente punta per fare tanti soldini. In una domenica come quella della del 20 settembre che ha visto l’affluenza di migliaia di pellegrini, qualcuno è rimasto deluso perché non è riuscito a vedere la salma di Padre Pio, qualcun altro invece, è stato solo fortunato. Nulla da criticare alla salma del Santo Padre che sicuramente ha dell’incredibile. Come ha dell’incredibile anche il modo in cui è stata organizzata l’intera giornata.
Sin dalle prime ore del mattino, si è prospettata la possibilità che a visitare la salma si sarebbe presentata tantissima gente, si parla di migliaia di pellegrini. Una situazione sicuramente ingestibile per quanto riguarda l’organizzazione, ma sicuramente con un po’ di impegno si sarebbe riuscito a fare qualcosa. Una giornata splendida dal punto di vista climatico e forse questo è stato l’unico dato positivo.  Sin dalle 7:00 del mattino, e forse anche prima, tanta gente si è radunata davanti all’entrata. Con il passare delle ore si raddoppiava, si triplicava, fino a diventare una calca vera e propria. Due file: una dedicata ai pellegrini che avevano prenotato telefonicamente per effettuare la visita alla salma, una dedicata a chi era privo di prenotazione. Ma a quanto pare non c’era una separazione tra i due canali, per cui la gente si accalcava fino a non lasciare spazio nemmeno ad un’ambulanza che ogni tanto passava tra le persone con il rischio di recare anche danni alle stesse. Non una corsia preferenziale quindi, per le emergenze sanitarie. Poche forze dell’ordine e nessun criterio di organizzazione.
Ma questa è soltanto una delle critiche mosse da alcune testimonianze che hanno vissuto la giornata di domenica scorsa. Si dice che la pazienza sia la virtù dei forti, sì, finché quei forti ad un certo punto non cedono. Due ora in coda sono anche sopportabili e in condizioni decenti, ma la situazione quella mattina si è presentata tutt’altro che appetibile. Qualcuno, la maggior parte, ha anche rinunciato a vedere la salma di Padre Pio. Aspettative deluse anche per chi aveva intenzione di ascoltare la messa: una sola celebrazione alle ore 11:30 e solo per 10mila persone, perché 10mila erano i posti a sedere e previa prenotazione telefonica. E per tutti gli altri?? Ma il dato più significativo è che anche per poter assistere alla messa ci si doveva prenotare pagando la somma di 1 euro. Un solo euro sì, ma non è difficile fare i conti per capire quanto si è racimolato. Inoltre, la nuova chiesa era chiusa al pubblico sino alle ore 13:00. “Perché per dire una preghiera si deve pagare?” Questo è uno dei tanti interrogativi che la gente si è posta, in quella calda domenica di settembre. E per chi proprio non poteva farne a meno di entrare e visitare la Chiesa, no problem, c’era anche chi vendeva i biglietti fuori ai cancelli, in prossimità dell’entrata, tipo i bagarini fuori dagli stadi. E di certo questa non può essere chiamata “devozione a Padre Pio”.
Se fino ad ora non si è parlato di speculazione, da questo momento si potrebbe anche cominciare: tutti i fedeli sono giunti a San Giovanni Rotondo con la speranza di passare una bella giornata in nome della fede. Ma così non è stato, almeno non per tutti. Più che la fede si è donato anche il centesimo. E non si parla di pochi spiccioli, non si parla dei negozietti portati avanti dai piccoli mercanti che mantengono su un’attività per poter procurarsi da mangiare. Si tratta piuttosto del servizio offerto ai visitatori del luogo dal comune di San Giovanni. Offerta certo è il termine che non si addiceva per niente alla situazione. Un’offerta è qualcosa che si dona, ma in quell’occasione c’è stata un inversione di ruoli: il fedele che è costretto a pagare la somma di 0,50 cent a persona per poter usufruire della toilette: una famiglia di 5 persone spenderebbe più per andare al bagno che per acquistare ricordini (senza contare il fatto che si potrebbe più volte avere l’esigenza del bagno, ed il prezzo raddoppierebbe). Un’area comoda con tavolini per poter mangiare? Certo che c’era, ma anche lì si doveva donare la somma di 1 euro a persona, tra l’altro per un pranzo autogestito; in pratica un euro per il posto a  sedere. E non finisce qui, un servizio di navetta “offerto” anch’esso (a proprie spese), per portare i fedeli dal raduno dei pullman fino in cima al santuario: 2 euro a persona per 2 km di strada. Ed anche in questo caso non è difficile fare i conti: centinaia di pullman da 54 posti e più, tanti servizi a pagamento, tanti soldi.
Ed ancora, negli esercizi pubblici, del tipo bar, accanto ai soliti distributori di bevande e quant’altro, un bel distributore di santini con l’immagine di Padre Pio; il costo: minimo 1euro. Se prendiamo in considerazione l’affluenza di domenica scorsa, è inimmaginabile il denaro che è stato accumulato grazie a dei servizi che al visitatore, invece, il Comune di San Giovanni avrebbe dovuto offrire (nel vero senso del termine).
Tanta gente è arrivata da lontano con il desiderio di poter vedere quel Santo Padre che per l’umanità ha fatto tanto. E ci si potrebbe domandare a questo punto, se egli avrebbe voluto veramente tutto ciò. Un uomo che ha vissuto nella povertà, un uomo che ha lottato tutta la vita per racimolare denaro chiedendolo alle varie istituzioni allo scopo di costruire strutture e macchinari idonei a curare gli ammalati. Quello stesso uomo che si ritroverà a navigare nell’oro, in una cripta realizzata in oro massiccio appunto, proveniente dalle donazioni dei fedeli che da vent’anni arrivano in pellegrinaggio da tutto il mondo.
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