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Vieste/ Uccisa di botte dal compagno chiesta perizia psichiatra

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La difesa sostiene che l’imputato non era in sé in quanto alcolista.

 

L’accusa: ha maltrattato la compagna, picchiandola con calci e pugni e causandone la morte. La difesa: la donna è caduta per le scale per cause accidentali; e comunque l’imputato è incapace di intendere e volere perchè all’epoca dei fatti era alcolizzato: Corre su questi binari il processo a Giuseppe Papagni , 46 anni, -. viestano, detenuto ai domiciliari in una comunità di recupero, accusato della morte di Elizbieta Budzyn, polacca di 51 anni deceduta nell’ospedale di San Giovanni Rotondo il 2 novembre 2008, tre mesi dopo il ricovero avvenuto il 27 luglio precedente in seguito alle botte ricevute. Papagni è accusato di maltrattamenti in famiglia: quando ne deriva la morte la pena può arrivare a 20 anni di carcere. Ieri mattina il gup del Tribunale di Foggia Rita Curci, chiamata a pronunciarsi sulla richiesta di rinvio a giudizio dell’imputato in corte le d’assise, si è astenuta perchè nel 2003 si occupò di una vicenda analoga, un’altra inchiesta a carico di Papagni per maltrattamenti sempre ai danni della compagna polacca. L’udienza preliminare è stata rinviata a d’ottobre quando l’imputato comparirà davanti al gup Antonio Diella. L’avv. Innocenza Starace, difensore di Papagni, chiederà il processo abbreviato condizionato: interrogare sia il consulente medico del pm (secondo il quale la polacca morì per le botte ricevute) sia il consulente difensivo che esclude la circostanza; disporre una perizia psichiatrica sull’imputato
per accertare la capacità d’intendere e volere, in quanto Papagni –  dice il difensore – non era in se al momento dei fatti in quanto alcolista. Le figlie della Budzyn si sono costituite parte civile con l’avv. Paolo Ferragonio che ricorda le conclusioni del medico legale che eseguì l’autopsia: «in seguito ai numerosi calci e pugni sferrati dall’imputato, la signora Burdzyn ha riportato la perforazione dell’intestino che ne ha causato la morte. E non c’è nessuna colpa dei medici curanti, he questo ha accertato l’autopsia». Papagni fu arrestato il 27 luglio del 2008 in occasione del ricoverò in ospedale della paziente: secondo l’ipotesi accusatoria in un momento d’ira, causato  anche dall’ubriachezza colpì ripetutamente la compagna. E che non fosse la prima volta che ciò succedeva – argomenta l’accusa – lo dimostra sia il precedente processo celebrato al viestano, sia il diario della vittima su cui annotava quando era stata picchiata dal compagno. La difesa replica che la donna morì per le lesioni riportate cadendo dalle scale per cause accidentali.
 


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