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LA PARADOSSALE VICENDA DI GAETANO CRISTINA, ORTOPEDICO AL PPI DI VIESTE

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CHIEDI MEZZI E PERSONALE PER FARE MEGLIO? L’ASL FG TI TRASFERISCE!

La sanità è un davvero un mondo a parte dove spesso con il paradosso si decide (purtroppo) della nostra salute. Accade così che, se cerchi di fare bene, anzi meglio, il tuo lavoro, allora vieni punito.
Perché la regola è lasciare che tutto vada avanti così, stancamente, con servizi (quando ci sono) sempre più scadenti e potentati sempre più attaccati alle proprie poltrone ed alle tanto amate prebende.
«Asl Fg, Direzione generale – 26 agosto 2009 — Disposizione di servizio… si dispone che, entro cinque giorni dalla ricezione della presente il dr. Gaetano Cristina è assegnato alla S.C. di Ortopedia e Traumatolofia del P.O. «Masselli Mascia» di San Severo presso la quale svolgerà le mansioni di medico chirurgo ortopedico e traumatologo per le quali è stato assunto».
 

In questa maniera, con un trasferimento a San Severo, la direzione generale dell’Asl Fg (provvedimento firmato dal direttore generale Ruggiero Castrignanò e dal dirigente del personale Armando Liberatore) ha inteso «premiare» l’attività svolta, presso il Punto di Primo Intervento (ex Pronto Soccorso) di Vieste, dell’ortopedico Gaetano Cristina. La grave colpa di cui si era macchiato lo specialista era quella di aver chiesto da tempo e con insistenza di avere un’adeguata dotazione di strumenti e personale infermieristico per svolgere più proficuamente il suo incarico.
Che vergogna! Quando mai si è visto uno specialista che anziché fare le sue ore, percepire il relativo corrispettivo e… tanti saluti a tutti, si permette di criticare il «vangelo» organizzativo della direzione generale. Vergogna, trasferito!!
Il «cattivone» Cristina era stato inviato a Vieste nel giugno del 2008 dall’allora commissario straordinario Donato Troiano (quello dello scippo a Vieste del servizio di eliambulanza!) visto il notevole afflusso di turisti con conseguente crescita delle patologie traumatologiche e del numero di incidenti stradali. Il medico ortopedico doveva fornire supporto e collaborazione ai medici del PPI, assicurando nel contempo le conseguenti e connesse attività ambulatoriali (visite, controlli, medicazioni, ecc.).
In più di un anno di servizio a Vieste, Cristina, a detta di pazienti da lui trattati e personale della struttura sanitaria, pur nelle difficoltà poi segnalate, ha ben operato tanto da divenire un riferimento essenziale presso il Poliambulatorio. Nel contempo Cristina, per dare un miglior servizio alla numerosa utenza che a lui si rivolgeva, si era premurato di segnalare più volte alla direzione generale dell’Asl le carenze tecnico-organizzative e di personale in cui era costretto ad operare. Segnalazioni ripetute più volte e, da ultimo, lo scorso 11 agosto con una dettagliata nota inviata (e forse è questo il passaggio determinante) a tutto il gotha istituzionale: al ministero della Salute a Roma, al presidente della Regione Puglia Nichi Vendola, all’assessore regionale alla sanità Tommaso Fiore, ai Carabinieri del Nas di Bari, all’Ispettorato del Lavoro di Foggia, oltre che a vari dirigenti della stesa Asl.
Nella lettera Cristina spiega di trovarsi ancora «nelle condizioni di non poter espletare le sue mansioni di medico chirurgo ortopedico e traumatologo, nonostante le numerose segnalazioni» inviate all’Asl.
Quali carenze lamentava l’ortopedico Cristina? La lettera è molto chiara a riguardo:
«1. mancanza di un tecnico gessista e di un infermiere preso la sala gessi e l’ambulatorio di ortopedia. Perfino la guardia medica turistica è dotata di un’unità infermieristica, mentre allo scrivente viene negato quel personale indispensabile allo svolgimento della propria attività presso il P.P.I. di Vieste; sottolineo al riguardo che è stato dimostrato che almeno l’80% delle prestazioni sanitarie afferente ai Pronto Soccorso italiani riguarda la patologia traumatica osteoarticolare;
2. mancanza di un letto fisso da sala gessi;
3. carenza di strumentario adeguato e di ogni tipo di set chirurgico;
4. mancanza di un apparecchio telefonico ed interfonico per comunicare con il P.P.I., il servizio di radiologia, ecc.;
5. mancanza di locali idonei allo svolgimento della propria attività, essendo l’attuale collocazione priva di sala d’attesa e di servizi igienici uomini-donne;
6. discontinuità del servizio di radiologia e di teleradiologia a causa dei frequenti guasti agli apparecchi e della presenza del medico radiologo solo due/tre volte a settimana».
A fronte di queste richieste lo specialista aveva comunque proseguito nella sua attività dando più volte dimostrazione della sua disponibilità. Ad esempio quando, come segnala nella lettera, «l’estate scorsa, in data 21/07/2008, sono rientrato, anticipatamente, dal mio periodo programmato di ferie dietro pressante richiesta dell’allora Subcommissario all’Emergenza, S.Inchingolo, e del Sindaco di Vieste, Ersilia Nobile, dimostrando totale apertura e disponibilità alle esigenze dell’Azienda».
Niente da fare, il cattivo va punito. Così il 26 agosto scorso arriva la disposizione di servizio che, trascurando nella maniera più assoluta le segnalazioni fatte, trasferisce l’ortopedico, reo di aver osato far sapere a tutti, anche a Roma al Ministero ed ai Carabinieri del Nas, le carenze dell’Asl. Della serie: punirne uno, per educarne cento! Caso mai qualcuno volesse seguirne le orme.
La vicenda dell’ortopedico è stata segnalata anche nella lettera che di recente il sindaco di Vieste ha inviato al presidente Vendola in cui si parlava di «una situazione sanitaria a Vieste da allarme rosso».
Sul trasferimento di Cristina ha preso posizione anche il sindacato. In una nota dello scorso 8 settembre, Antonio Traja, vice segretario provinciale FIALS Medici di Foggia, lamentando l’illegittimità del provvedimento, ha chiesto un incontro ai vertici dell’Asl per chiarimenti e per la risoluzione della disposizione di servizio riguardante Cristina. Il rappresentante sindacale, oltre ad evidenziare che in quella disposizione dell’Asl non si trascurano le carenze segnalate, mette in evidenza una grave irregolarità di quell’ordine di servizio. Non si è tenuto conto, infatti, che a seguito di un incidente subito dall’ortopedico, con un verbale di visita medico-collegiale riguardante l’ortopedico, del 22 ottobre 2008, lo stesso veniva dichiarato «non idoneo all’attività medica ospedaliera, può essere utilizzato in attività mediche di pari disciplina a livello ambulatoriale territoriale».
Anche questo però, come le carenze segnalate, per la dirigenza dell’Asl non esistono.
Viestani, fatevene una ragione, da noi per la sanità va tutto bene! Parola dell’Asl.

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(dalla lettera inviata l’11 agosto 2009)

Gaetano Cristina: «Provo sgomento nel constatare che codesta Azienda, alla quale pure sono pervenute le mie numerose richieste, rimanga indifferente e mostri così scarsa sensibilità alle problematiche dell’utenza, procurando a se stessa un danno sostanziale sia economico che d’immagine»


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