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UNA CONGIURA CONTRO L’ATLETICO VIESTE…?

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Man mano che passano i giorni e si consumano le polemiche intorno a questa gestione del campo sportivo “Riccardo Spina” emerge con seria preoccupazione che è in atto una vera congiura nei confronti dell’Atletico Vieste. L’Atletico Vieste per disputare il campionato di Promozione spende una marea di soldi, contributi volontari di sponsor ed alcuni operatori turistici, l’Atletico Vieste sono tre anni che rappresenta con dignità la città di Vieste nella Regione Puglia, l’Atletico Vieste è società cui molti fanno riferimento per organizzazione e per capacità, l’Atletico Vieste è diventata una squadra vera per i nostri tifosi.

Per gli addetti ai lavori o meglio per coloro i quali fanno la stessa cosa, cioè hanno una propria squadra che milita in terza categoria o seconda categoria non è così..per loro questa differenza di valori non c’è..non esiste proprio..come non c’è nemmeno la differenza dei costi…loro sostengono: perché far giocare i forestieri?..perchè spendere tanti soldi?….quale risposta meriterebbero questi?……i tifosi dovrebbero meditare.

Una congiura attuata già da qualche anno contro l’Atletico Vieste e che oggi vede la sua totale realizzazione grazie alla complicità di alcuni Amministratori che hanno preso la palla al balzo ed hanno colpito al cuore chi con grandi sacrifici porta avanti questo compito senza fare il mendicante.
Lorenzo Spina Diana uomo d’onore..deve pagare un prezzo che non è suo, figlio dell’ex parlamentare Mimì Spina ora deve subire l’oltraggio politico di una Amministrazione poco attenta e superficiale….o forse molto attenta!

Anche l’Arca e Nuova Gioventù fanno la voce grossa, loro che vivono un’altra realtà e che dovrebbero sostenere in questa assurda battaglia l’Atletico Vieste..per la valorizzazione dei propri atleti..invece reclamano pari dignità.

Credo che la missione “suicida” di Lorenzo Spina Diana sia arrivata al capolinea, l’Atletico Vieste richia di scomparire per una campagna di odio senza precedenti in una città smarrita e senza solidarietà.

                                Michele Mascia


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