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TRABUCCHI, IL SINDACO A SPALATRO: CRITICHE SENZA SENSO

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Egregio Spalatro,
il tenore scriteriato della Sua controreplica mi spinge preliminarmente ad invocare –da ora in poi- la distanza del Lei rispetto alla confidenza del Tu, perché il livore di certe Sue affermazioni e conclusioni (tutte gratuite, senza né capo, né coda) non è più sinonimo di franchezza e chiarezza e non ha nulla a che spartire con le buone intenzioni chi “voleva inaugurare un confronto” in perfetta buona fede. Si tenga per Lei la Sua devozione evidentemente tuttaltro che “disinteressata”. Quanto poi alla sudditanza, ritenendosi la sottoscritta “suddita dei cittadini” e non pretendendola da nessuno, Le consiglio di relegarla al buon senso che le suggerirebbe più accortezza negli interventi che sottoscrive.
La sottoscritta, il cui intervento di mediazione e/o pacificatore è stato richiesto a più riprese, si è appellata al buon senso di chi presiede e di chi fa parte dell’Associazione, nessuno escluso, invitando a ricomporre lo strappo con assoluta chiarezza senza per questo interferire, intrufolarsi e “intrallazzare” nell’ambito della vita associativa per finalità di consenso elettorale. Questa al mio paese si chiama correttezza e rispetto, al suo evidentemente non saprei.
E’ comico che Lei dia del “Ponzio Pilato” alla sottoscritta.
Ponzio Pilato, come è noto, passò alla storia come il campione degli irresoluti, vale dire di chi non volendo decidere da sé ed avendone tutti i poteri per farlo, pur di non assumersi responsabilità, lascia o invoca che altri decidano in sua vece, nulla importandogli se ne abbiano titolo o facoltà alcuni. L’importante è scuotersi le pulci ed evitare di grattarsi, questa la morale.
Egregio Spalatro, qui chi è Ponzio Pilato e si rifiuta di assumere decisioni non è la sottoscritta, ma è la Vostra Associazione e Lei che, evidentemente, né incarna un alquanto discutibile spirito e mentalità. 
Considerando la chiarezza su chi nella vicenda ha torto e ragione che finora è solo Sua e, a Suo dire, della Presidente, è da Ponzio Pilato ostinarsi a non applicare quell’art. 8 dello Statuto dell’Assotrabucchi che recita solennemente: “Può essere escluso il socio che commette azioni pregiudizievoli agli scopi o al patrimonio dell’Associazione. Il Consiglio Direttivo decide sulla esclusione del socio con le stesse modalità indicate per l’ammissione”. Chiaro, anzi chiarissimo, no?
E’ da Ponzio Pilato invocare che sia il Sindaco a dover chiedere a due dei Vs associati di mettersi da parte e non il Consiglio Direttivo a decretarlo sulla base di presupposti che, per Lei e per la Presidente e per la maggioranza di quell’organo, risulterebbero già chiari, e che –a maggior ragione- ben suffragherebbero la loro formale espulsione.
Continuo a ribadire: a che titolo il Sindaco dovrebbe intervenire? Per di più sulla base di un giudizio tuttora alle fasi preliminari, che non ha condannato alcuno e che ci impone le dovute cautele garantiste? Le dirò di più: è mentalità  da “Repubblica delle banane”  quella di chi di fronte alla chiarezza delle norme e dunque di quell’art. 8,  bolla poi quel precetto e  tutto lo statuto come “cervellotico”. Gli Statuti che regolano la vita e l’attività associativa, contengono delle norme. Bollarne l’effettività, senza spiegarne le ragioni di fondo, questo sì che è da adepto della “Repubblica delle banane”. E Lei, evidentemente ha voluto cimentarsi nel ruolo di “cittadino onorario” di quella Repubblica, dove le regole, i giudizi, gli atteggiamenti sono buoni solo se corrispondono ai Suoi desideri e se emettono condanne prima dei processi.
Non ho conferito patenti di incapacità, come Lei mi addebita, né disconosciuto meriti o demeriti di chi si è impegnato nella tutela dei trabucchi. Sul pubblico input della Sua lettera aperta ho solo auspicato che la Presidente Cutolo intervenisse per chiarire pubblicamente i contorni della vicenda, lo facesse carte alla mano, e ci facesse meglio comprendere la sua posizione in merito, favorendo la “chiarezza del detto, rispetto all’opacità del non detto” su tutta la questione.
Registro invece il silenzio della Dr.ssa Cutolo, interrotto dai Suoi smodati strepiti. Talmente smodati che Lei si è inventato di sana pianta -Lei incline più alla solitudine dei trabucchi che alla compagnia delle moltitudini-, di contare su immaginarie maggioranze a Suo favore, su virtuali preferenze di navigatori Internet, che evidentemente confonde con i pesciolini che si impigliano nelle sue reti; e poi nella più perfetta logica di “arruffapopolo” nelle cui vesti ha voluto cimentarsi, di aver registrato più seguito del Sindaco. Francamente risibile. Me lo consenta. Puntualizzo che per decoro non darò seguito ad ulteriori repliche su questa “biasimevole” vicenda.

Cordialmente

Ersilia Nobile
Sindaco di Vieste


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