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Indagini Sanita’ Puglia: arrivano i “rinforzi”

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Per chiudere le inchieste sulla sanità pugliese, la procura di Bari sta moltiplicando gli sforzi e le risorse in campo. Adesso i magistrati che coordinano le indagini sull’imprenditore barese Giampaolo Tarantini sono tre: il procuratore della repubblica di Bari, Antonio Laudati, ha affiancato al sostituto procuratore della Dda Giuseppe Scelsi la collega della procura distrettuale antimafia, Eugenia Pontassuglia, e il pm Ciro Angelillis, che da anni si occupa di reati della pubblica amministrazione.
Una decisione nel segno del potenziamento e dell’accelerazione delle indagini, con l’obiettivo di chiudere le inchieste in modo da non arrivare a ridosso della prossima tornata elettorale di marzo.
L’inchiesta del mini-pool formato da Scelsi, Pontassuglia e Angelillis è divisa in tre filoni: quello sulle escort inviate dall’imprenditore, a pagamento, nelle residenze del premier Silvio Berlusconi, quello sulla presunta rete di corruzione finalizzata ad influenzare decisioni e determinazioni di dirigenti sanitarie di medici per la vendita di protesi commercializzate da società del gruppo Tarantini, e quello sui festini dove girava la droga.
Ma anche l’indagine sul presunto intreccio tra affari e politica nella gestione della sanità pubblica ha ottenuto "rinforzi": 35 carabinieri sarebbero al lavoro, a Roma, per le verifiche che riguardano i presunti finanziamenti illeciti ai partiti, nell’inchiesta del pm Desirè Digeronimo.
E per facilitare lo scambio di atti e informazioni, proseguono le riunioni di coordinamento tra la pm della Dda e il pm del pool per i reati contro la pubblica amministrazione Roberto Rossi.


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