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Pari opportunità: le donne in Puglia sono quasi inesistenti nelle giunte

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Secondo la ricerca della commissione regionale su 367 assessori presenti in regione le donne sono solo 52, il 14 %.

 

«In Puglia le donne sono quasi inesistenti nelle giunte comunali e provinciali e questo conferma che la politica è un clan maschile e che il potere è appannaggio degli uomini». È la denuncia della Commissione per le pari opportunità della Regione Puglia, che oggi ha presentato i dati dell’ultimo monitoraggio sulla presenza femminile nelle giunte pugliesi. Secondo l’indagine su un totale di 367 assessori nominati nei vari comuni pugliesi le donne sono solo 52 ovvero il 14,17 % mentre gli uomini sono 315. I comuni più virtuosi dal punto di vista della «quote rosa» sono quelli in provincia di Lecce in cui le donne in giunta sono 26. Fanalino di coda di questa classifica invece i comuni in provincia di Taranto col record negativo di una sola donna che, con la nomina ad assessore provinciale di Katia Marinò, fa due in tutto. La medaglia d’oro per la parità tra i sessi va invece al Comune di Sammichele (Ba) che, con tre donne e tre uomini in giunta, pareggia il contro tra i due sessi.
Per quanto riguarda le amministrazioni provinciali, la situazione peggiora. La percentuale infatti scende al 12,5 % con solo sette donne contro 49 uomini. Anche in questo caso la provincia di Lecce emerge in positivo nel conto delle «quote rosa» con tre donne in giunta. Le province di Bari, Brindisi, Foggia e Taranto, registrano ognuno una sola presenza femminile. Ricordiamo che la donna presente nella giunta di Taranto è stata nominata solo dopo che il Tar di Puglia, in seguito a una denuncia del comitato «Taranto futura», aveva azzerato la squadra del presidente di centrosinistra Gianni Florido perché non aveva nominato neanche un assessore di sesso femminile.
Per la presidente della Commissione, Rosa Cicolella, quello che deve cambiare è «il modo di fare politica dei partiti, perchè è dai partiti che parte il problema». «Anche le donne nominate – spiega la Cicolella – vengono poi isolate e soffrono. Ma ora basta, è arrivato il momento di passare ai fatti: intraprenderemo qualunque strada per essere di supporto alle donne». Intanto finora si calcola che le multe comminate alle giunte che non rispettano i parametri relativi alla nomina delle donne in Puglia, ammonterebbero a circa 100.000 euro: nessuna di queste sarebbe mai stata pagata. Il prossimo passo della Commissione sarà quello di inviare una lettera di «invito» a tutti i comuni inadempienti, per convincerli a mettersi sulla «retta via». Poi conclude la presidentessa «creeremo una rete delle donne elette, per dar forza e sostegno a chi è nelle giunte ma è come se non ci fosse».


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