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Turismo sostenibile copiato o originale purchè lo si faccia

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La Toscana guida network delle regioni europee del turismo sostenibile. La rete, che si chiama Necstour e riunisce già una trentina di regioni di diversi paesi, è stata presentata ufficialmente alla Commissione europea. Necstour si presenta come il primo tentativo di un gruppo di regioni europee di attuare le indicazioni dell’Agenda europea per un turismo sostenibile e competitivo del 2007. “Se l’Europa mantiene saldamente il primo posto tra le destinazioni turistiche mondiali – ha detto Cocchi – questo è il frutto della sua identità. Scongiurare i rischi derivanti dai milioni di turisti in più che si riverseranno sull’Europa nei prossimi anni significa preservare gli equilibri ambientali e storici che costituiscono il valore aggiunto dell’offerta turistica europea”.

A Bruxelles è stata anche presentata “Vetrina Toscana”, un marchio creato per valorizzare l’identità toscana grazie ad una rete di 200 botteghe alimentari e di 800 ristoranti capaci di coniugare tradizione e qualità e uniti dal motto “prodotto ieri ad un’ora da qui”.

La Puglia turistica dei record (nell’estate appena trascorsa è stata una delle poche regioni a non accusare i colpi della crisi) potrebbe prendere esempio (sempre meglio che dire “copiare”) dalla Toscana. In Puglia il turismo sostenibile è possibile, eccome.

In bici per ammirare gli ulivi o privilegiando strutture ricettive poste nell’entroterra, per esempio. Tali attenzioni si accompagnano egregiamente col preferire le risorse del territorio, i prodotti locali della pesca, dell’allevamento e dell’agricoltura invece che quelli della grande distribuzione, meno genuini e di cui non si conosce la filiera di produzione. Un piccolo sforzo per un risultato nobile e importante.


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