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Consiglio regionale a vuoto perché il presidente non c’era: il PdL abbandona l’aula

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Seduta rinviata forse a martedì.

 

“Senza Vendola in aula e senza una sua ufficiale posizione sull’indagine amministrativa che ha coinvolto il capo di gabinetto Francesco Manna (anche presidente della municipalizzata campana Napoli Servizi, ndr), il Consiglio regionale non si può tenere”.

E così è stato. Vendola era, infatti, impegnato in Albania con la Fiera del Levante (altro servizio nella stessa pagina). E’ prevalsa, infatti, la posizione unitaria della minoranza nella conferenza dei capigruppo durata oltre due ore e mezza. La seduta del Consiglio (se così si può chiamare) è durata meno di due minuti: giusto il tempo per il presidente Piero Pepe (impegnato fino a qualche minuto prima nel tentativo di ricucire lo strappo istituzionale) di leggere una nota unanimemente sottoscritta:

“La Conferenza dei presidenti dei gruppi consiliari ha deciso il rinvio della seduta, affidando alla Presidenza dell’Assemblea il compito di favorire la ripresa del confronto e del dialogo istituzionale, nel rispetto reciproco dei ruoli assegnati al governo, alla maggioranza e alla minoranza.

Riaffermo il mio impegno – ha aggiunto Pepe – per garantire la tutela delle prerogative dei consiglieri regionali così come stabilito dalla Costituzione, dallo statuto della Regione e dal regolamento della Regione Puglia”. Prossimo appuntamento forse martedì con lo stesso ordine del giorno. Quello di martedì, invece, si era chiuso con un’accesa discussione su Manna tra l’opposizione e Rifondazione Comunista.

Lo “strappo” è stato causato dalla presenza di Vendola nella sede di via Capruzzi ma non nell’aula consiliare. Quest’ultimo ha chiarito la sua posizione sulla vicenda ed aspramente criticato la minoranza in una conferenza stampa convocata in contemporanea al Consiglio. Per il capogruppo del Pdl Palese, il rinvio della seduta di ieri non è stato un atto di ostruzionismo: “Se avessimo voluto, avremmo potuto far cadere la seduta del bilancio, quando la maggioranza non aveva il numero legale.

Abbiamo incaricato Pepe di ripristinare le garanzie e la tutela del ruolo di consiglieri”. E sull’investigatore segreto delle Asl Antonio Coscia: “Al servizio di chi lavorava? Eravamo tutti spiati da uno 007 abusivo ma pagato con soldi pubblici?” Sempre ieri mattina è arrivata, infine, la firma dell’Udc all’appello di Vendola al Governo nazionale per lo sblocco immediato dei Fondi Fas, destinati alla Puglia:

“Siamo per la politica del buonsenso – spiega il vice presidente del gruppo, Carlo Laurora – e l’appello che abbiamo sottoscritto va assolutamente in quella direzione. Qualcuno tenterà di far passare questa firma per un’operazione elettoralistica, ma posso assicurare che le elezioni non c’entrano nulla. Abbiamo sempre dimostrato disponibilità verso le battaglie a favore del sud.

Lo abbiamo fatto in Parlamento, votando contro il federalismo fiscale, lo abbiamo fatto in ogni sede contestando lo scippo dei Fondi Fas per finanziare gli ammortizzatori sociali delle grandi imprese del nord. Ora siamo pronti ad affiancare il governo regionale in questa battaglia per lo sblocco dei fondi già assegnati.

Lo faremo anche in sede parlamentare attraverso i nostri rappresentanti romani. Dispiace che i consiglieri regionali del centrodestra non abbiano ritenuto di sostenere l’appello, evidentemente per loro l’appartenenza politica è più importante di ogni altra cosa”.


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