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Vieste è diventata un Far West la mala preme (cioè spara) per diventare impresa turistica

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Vieste sotto scacco della micro criminalità. Non tende ad arrestarsi l’escalation di atti intimidatori (per lo più a scopo estorsivo), che si sta abbattendo sul paese garganico. Non ci sono più dubbi, la pratica del pizzo è il grimaldello dei malviventi locali per penetrare nei punti nevralgici del tessuto socio-economico. L’Attacco propone una panoramica a 360° dell’increscioso fenomeno, tra presente e passato.

Lo scorso weekend
Nel fine settimana non si è fermata la sequenza di atti delinquenziali che da tempo sta interessando la città. Si è iniziato con la serranda di un esercizio commerciale in prossimità di Pizzomunno fatta segno con colpi di arma da fuoco. Nella stessa zona era accaduto prima ad un pubblico .esercizio e poi, più di recente, ad un negozio di calzature. Nelle ore successive, nella notte fra venerdì e sabato scorsi, c’è stata un’intrusione in un villaggio turistico in località Defensola. Oltre ai soliti danneggiamenti, è stato lasciato anche un macabro segnale intimidatorio: un cane impiccato nelle vicinanze della direzione. Vittoria Vecera, titolare della struttura, in un intervento in diretta a OndaRadio, ha denunciato il fatto e lanciato un appello ai viestani, alle istituzioni ed alle forze dell’ordine affinché ci si adoperi più efficacemente per fermare questa escalation criminale. Nella notte fra sabato e domenica, infine, come accade ormai quasi quotidianamente, un autovettura, una Nissan Micra è stata incendiata in via Cappuccini. Altro episodio è accaduto nella notte fra sabato e domenica scorsi, quando sono stati gravemente danneggiati i trabucchi di San Lorenzo e di Punta Santa Croce. I danni maggiori sono stati arrecati a quello San Lorenzo dove è stato distrutto tutto il complesso delle reti in dotazione, compresa la grande rete a sacco (ma il presidente Enzo Spalatro afferma che “questo è il frutto di una campagna di intolleranza e di odio contro la mia persona da tempo in atto in città”).
La lettura della situazione
La richiesta del pizzo è penetrata nel tessuto socio economico di vieste. Diverse le ipotesi in merito. Una riconducibile scissione dello storico clan che gestisce le attività criminali locali insomma, si sarebbe arrivati ad atti eclatanti, per fare a gara a chi intimidisce di più e far proprio
un ‘cliente’). Un’altra ipotesi è quella riferibile alla crisi delle guardianie (che sono state quasi sempre appannaggio degli ambienti malavitosi), in quanto il clan non si accontenterebbe più solo del controllo di questo ‘servizio’ e avrebbe mire più alte (insistenti voci di paese parlano di un parcheggio e di una struttura turistica che sarebbero state acquisite da persone ritenute vicine a quegli ambienti, e sui quali le Forze dell’Ordine starebbero conducendo indagini sulla situazione patrimoniale). Insomma, si ipotizza un ingresso nei centri pulsanti dell’economia, a anche per questioni legate al riciclaggio di denaro. In questi ultimi giorni, presso la locale stazione dei Carabinieri c’è stato a l’arrivo di ulteriori 5\6 unità. Gli inquirenti si dicono fiduciosi di poter consegnare al più presto possibile i responsabili di questi atti criminali e riportare alla tanquillità la città. Inoltre, da lunedì, sono entrate in funzione 12 delle 26 telecamere installate dal Comune per la videosorveglianza, atto che faciliterà il lavoro delle forze dell’Ordine, che comunque chiedono più collaborazione ai cittadini. Altra chiave di lettura del fenomeno riporta a una sorte di regolamento di conti con assuntori di droga. insospettabili che fanno uso di cocaina ma che fanno fatica a pagarla?

Ecco un memo sugli atti criminali più significati egli ultimi due anni.
Inverno 2007\2008
Una impetuosa serie di rapine, scippi, furti e atti intimidatori (che persistono per circa due mesi) scuotano e terrorizzano per la prima volta la città di Vieste.
11 maggio 2008
Verso le ore 2 di notte, ignoti, ella centralissima piazza  Garibaldi, danno fuoco all’auto, di proprietà di Nicola Tantimonaco, noto costruttore del posto, che era parcheggiata, insieme ad altre sette auto, ridosso della parete posteriore all’edicola De Maria.
20gennaio 2009
Ignoti malfattori si introducono al Lido Quasenada dando alle fiamme diversi ombrelloni e spaccando tutte le vetrate del lido. I titolari dell’attività valutavano la possibilità di dismettere l’attività in quanto c’era una mancanza totale di tutela del territorio circa quanto concerne la sicurezza ed il controllo di tali atti delinquenziali. Il lido Quasenada era già stato oggetto di furto l’anno precedente ad opera sempre di ignoti.
Primavera 2009
Ingenti danni e furti di mezzi al villaggio La Gattarella, proprio alla vigilia dell’apertura della nuova stagione estiva.
Fine settembre 2009
Viene appiccato un incendio ai danni di due auto e scooter poco dopo l’una in via Tantimonaco. Le due autovetture sono state salvate grazie al tempestivo intervento dei Carabinieri, dei vigili del fuoco e i volontari della Pegaso, mentre le fiamme provenienti dallo scooter hanno innescato un incendio in un appartamento dell’adiacente residence Mipa, che solo per un caso fortuito non vedeva all’interno la presenza dell’insegnante che vi dimora. Nel weekend, invece, era stata la volta di un attentato dinamitardo alla Benetton, avvenuto mezzanotte e mezza in via Trento, una traversa del centralissimo viale XXIV Maggio. Non si tratta del primo atto intimidatorio effettuato ai danni della Benetton: la vetrina presa di mira nella notte era stata recentemente posta in sostituzione di quella contro la quale, nei mesi scorsi, sono stati esplosi alcuni colpi di fucile. Oltre alla bomba alla Benetton, nel corso di quella settimana vanno registrati anche gli incendi ad un motocarro e ad una autovettura.
Gli arresti
In primavera il l7enne del posto Notarangelo, è stato tratto in arresto dal Carabinieri per tentata estorsione, perchè dalle indagine emerge chiaramente che era colui il quele consegnava, materialmente il biglietto intimidatorio.
3 Ottobre 2009
“Mettiti in regola altrimenti ti mettiamo in regola noi. Lei dovrà far parte della nostra organizzazione così non avrà fastidi con rapine e danneggiamenti e avrà anche protezione per la sua famiglia, in cambio di 600 euro al mese”. E ancora “se si comporterà bene il prezzo calerà ma se ciò non sarà fatto ci costringerà a far soffrire lei e la sua famiglia”. Questo il tenore dei messaggi minatori inviati a tre commercianti di Vieste e scritti, secondo l’accusa, da Giancarlo Notarangelo l9enne del posto.

Matteo Palumbo
L’Attacco


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