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“Accid ‘ u re e scapp a Vist” le cose vanno più o meno così

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Il vecchio adagio popolare è sempre attuale dopo l’ennesimo episodio di violenza di martedì notte.

 

Ormai si può parlare di bollettino di guerra. Anche l’altra notte, Vieste, è stata teatro dell’ennesimo atto criminale, che fa palesemente capire che è in corso da tempo una vera e propria emergenza di sicurezza ed ordine pubblico. Imprenditori e cittadini non si nascondo più dietro un dito, e chiedono a gran voce che si alzi perentoriamente l’attenzione sul problema, andando al nocciolo della questione senza perdere più altro tempo. Anche l’Amministrazione locale fa altrettanto, e lavora al fianco degli Enti superiori. Infatti, nei giorni scorsi il sindaco Erslia Nobile, si è recata a colloquio dal Comandate regionale dei Carabinieri, mentre i13 ottobre c’è stato l’ennesimo briefing in Prefettura.

 

Intanto, l’ultima vittima, a cui la criminalità ha inferto un duro colpo, è l’associazione “Falchi Grigi”, presieduta da un noto e stimato professionista locale (fotografo), Nando Luceri. Infatti, nella notte tra martedì e mercoledì, un incendio, presumibilmente di natura dolosa, ha danneggiato il capannone dell’associazione “Falchi Grigi”, in località Piano Grande. 

Le fiamme si sono sprigionate attorno alle due della notte. Nonostante il tempestivo intervento dei volontari della Protezione Civile “Pegaso” e dei Carabinieri della locale Tenenza, non è stato possibile salvare i due aerei ultraleggeri presenti all’interno, che sono andati distrutti. Luceri, è una colonna della cultura viestana, in quanto è anche presidente del Dizzy Jazz Club, punto di riferimento territoriale per questo genere musicale.

 

“Non riesco proprio a capire questo gesto – spiega Luceri a l’Attacco-. Non ho mai avuto minacce ed intimidazioni, né ho mai litigato con nessuno”. Come scritto ieri da l’Attacco, sembrerebbe che sia in atto un tentativo della criminalità di penetrare nei punti nevralgici dell’economia locale. Le forze dell’Ordine lavorano a tutto campo e non escludono nessuna pista per questa infinita serie di atti criminali (non ci sarebbero dubbi sulle finalità: pagamento del pizzo e una sorte di regolamento di conti con assuntori di droga, in quanto insospettabili che fanno uso di cocaina fanno fatica a pagarla).Tra le ipotesi al vagli degli inquirenti, ci sarebbe anche quella di una lotta intestina dovuta alla scissione del gruppo criminale locale. L’aria che si respira in città è pesante, c’è davvero la percezione che la situazione abbia preso una brutta piega. Ad alzare la voce sono gli imprenditori turistici, obiettivi primari delle intimidazioni a sfondo criminale. “ Chi ha le competenze istituzionali e della sicurezza prenda seriamente in considerazione questa drammatica situazione – chiosa Vittoria Vescera, presidente del consorzio Gargano Mare – lo dico non perché recentemente (lo scorso weekend) sono stata oggetto di questi atti, ma, perché sono episodi che colpiscono tutta la comunità. Non c’è bisogno di ulteriori commenti o appelli, i fatti  parlano da soli. E’ tutto talmente palese. C’è stata un’escalation di qualcosa che era già in itinere-aggiunge-.

 

 

 

Sarebbe già un grosso passo in avanti se chi di dovere non sottovalutasse più la situazione. Tutta la comunità viestana chiede che si alzi l’attenzione. Non chiediamo cose astratte o difficilmente fattibili, ma vogliamo vivere e lavorare normalmente. Gli atti criminali non colpiscono le singole strutture, ma si ripercuotono su tutto il tessuto socio-economico- conclude -. Noi operatori turistici ci riuniamo e confrontiamo su questo problema, ma non è compito nostro trovare ricette risolutive. La nostra mansione è quella di rendere attrattivo il territorio e le strutture ricettive. Non dimentichiamoci che il Pil di Capitanata è tirato su dal movimento turistico del Gargano. Noi imprenditori chiediamo di essere messi nelle condizioni migliori per continuare a promuovere il territorio. Confidiamo nell’operato delle Forze dell’ordine, siamo al loro fianco per sradicare il fenomeno criminale da Vieste”. Non si fa attendere anche la risposta dell’Amministrazione comunale, da molti additata per l’immobilismo sulla questione criminalità. “Per quel che concerne le nostre competenze abbiamo fatto sempre il possibile – dichiara il vice sindaco Saverio Prencipe -. Siamo costantemente a colloquio con il Prefetto e le Forze dell’ordine. Ai tavoli di sicurezza e ordine pubblico non ci tiriamo mai indietro. Oggi, il territorio di Vieste, è presidiato 24h dal Carabinieri. Da qualche giorno, sono entrate in funzione 12 delle 26 telecamere di videosorveglianza collegate alle Forze dell’ordine. Inoltre, presso la locale Tenenza dei Carabinieri sono arrivati in pianta stabile tre sottoufficiali, e altre 15 unità (gruppi speciali Cio Carbinieri e Baschi Verdi della Guardia di Finanza) insistono nell’area-sottolinea -. Per estirpare questo problema criminalità da Vieste, occorre che ciascuno faccia la propria parte. Istituzioni e forze dell’ordine stanno facendo il massimo, ora tocca ad imprenditori e cittadini uscire dall’omertà. Inoltre, l’auspicio è che soprattutto le strutture turistiche, si muniscano di video sorveglianza privata. In ogni caso, attualmente, oltre all’attività di presidio e repressione, è in corso un’intensa attività investigativa, che ci auguriamo dia al più presto i propri frutti (ambienti istituzionali locali escludono come causa scatenante delle attività criminali quella del fabbisogno economico e puntano dritto su qualcosa di più grosso e radicato)”.
Matteo Palumbo
L’Attacco


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