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La provocazione/ “Pianosa è una discarica, la vendo”

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Il sindaco delle Tremiti rilancia l’offerta: “non ho i soldi per bonificarla”.

 

«L’isola di Pianosa non è altro che una discarica a cielo aperto, per questo la voglio vendere. Magari la acquista qualche miliardario che la bonifica». Cosi il sindaco delle Isole Tremiti, Giuseppe Calabrese, rilancia l’offerta, fatta la prima volta nel marzo scorso, sulla vendita di una delle isole dell’arcipelago della provincia di Foggia.
Secondo il primo cittadino l’isolotto completamente disabitato, se non da qualche sporadica pianta, ormai è diventato la meta preferita di chi vuole disfarsi di ogni rifiuto.
E pensare che Pianosa dal 1989 è riserva naturale totale, con il divieto di balneazione e di attracco di qualsiasi tipo di natante. Inoltre, secondo alcuni subacquei, che prima del 1989 amavano immergersi nelle acque adiacenti all’isola, i fondali sarebbero ricchi di vegetazione oltre che di reperti di relitti risalenti all’epoca romana. In realtà reperti di relitti, molto più vicini a noi, sono visibili senza doversi immergere negli abissi delle Tremiti. Da quasi ventitré anni, infatti, sulla scogliera di Pianosa sono ben visibili i rottami di un mercantile, la Panayiota, con equipaggio egiziano e greco che l’11 marzo del 1986, per cause mai chiarite, andò a sbattere contro la costa dell’isola delle Diomedee, affondando.
Il mercantile, il 5 marzo partì da Alessandria d’Egitto – dove era giunto dopo aver lasciato il porto di La Spezia – diretto a Sitia, in Grecia: sei giorni dopo la nave si arenò sull’isola di Pianosa. Un incidente, secondo alcune ricostruzioni voluto dall’armato, un greco, e provocato dal comandante della nave per intascare l’assicurazione. Dopo quell’incidente nessuno si è mai interessato di recuperare il relitto che giace nel mare e sugli scogli di Pianosa, insieme ad altri rottami portati da pescatori da ogni parte. Secondo alcuni il mercantile trasportava residui chimici. «Il mercantile non trasportava residui chimici – spiega il sindaco delle Tremiti Giuseppe Calabrese – ma solo frumento. Ma a parte la questione del carico della nave il fatto grave è che il relitto si trova ancora in bella mostra sulla nostra isola».
Pianosa, secondo quanto ha aggiunto il primo cittadino delle Diomedee, doveva essere una riserva marina interdetta a tutti quanti, anche perché sui fondali giacerebbero i residuati bellici delle ultime guerre, e «invece – lamenta Calabrese – è diventata una bengodi dove i vari pescatori di frodo non isolani ci fanno i loro comodi, distruggendola». E questo nonostante le tante richieste formulate alle autorità competenti dall’amministrazione comunale delle Isole Tremiti. Per questo motivo il sindaco rilancia la volontà di vendere l’isola: «magari la prende qualche miliardario e la bonifica del tutto facendola diventare davvero una riserva marina e faunistica».

Luca Pernice


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