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Sanità Puglia/ Otto proposte a costo zero

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Comitato salute pubblica: via manager e assessori che non coprono il deficit.

 

Otto proposte «a costo zero per venire incontro agli ammalati» e rimediare alle inefficienze del sistema sanitario pugliese. Ad avanzarle è Medicina Democratica, l’associazione di medici guidata in Puglia dall’ex direttore generale dell’Oncologico Maurizio Portaluri, da tempo in rotta con alcune decisioni prese dal governo Vendola e promotore del «Comitato Salute Pubblica per curare la sanità pugliese malata». La prima è «permettere l’accesso diretto alle prestazioni specialistiche di maggior necessità abolendo le prenotazioni presso i Cup». In pratica, il contatto diretto tra medico di famiglia e specialista, bypassando le lungaggini della burocrazia ed evitando il ricorso agli esami inutili. La seconda riguarda l’accesso agli incarichi di struttura semplice e di struttura complessa solo per i sanitari che scelgono l’intramoenia. «Non può fare il primario e non può dirigere una struttura semplice chi fa la libera professione – scrivono i proponenti – al di fuori ‘della struttura pubblica». La terza proposta prevede una lista di attesa unica per le prestazioni chirurgiche: il vantaggio, spiegano, è che «nel sistema sanitario non ci saranno più cittadini di serie A (che pagano) e cittadini di serie B (che non pagano)». La quarta proposta è, invece, una mannaia sugli amministratori che non fanno quadrare i conti: ‘«decadenza immediata dall’incarico di assessore regionale alle Politiche della Salute e da direttore generale delle Asl in caso di mancata riduzione del deficit». La quinta propone una «cartella clinica informatica unica per ogni cittadino, consultabile su internet», onde consentire a pazienti e medici di ogni parte d’Italia di avere informazioni sul caso ed evitare «viaggi della speranza» e liste d’attesa. La sesta proposta è di migliorare la conoscenza del sistema sanitario, prevedendo l’ammodernamento tecnologico e l’inserimento di «giovani ingegneri, economisti, statistici, sociologi, giuristi, comunicatori ecc. nei controlli di gestione, aree finanziarie, ingegnerie cliniche, aree tecniche, unità di epidemiologia, uffici per le relazioni con il pubblico, direzioni sanitarie ed amministrative». Si collega alla settima proposta, che chiede di «raddoppiare il personale dei dipartimenti di prevenzione inserendo le competenze mancanti (soprattutto ingegneri, chimici, statistici, informatici, tossicologi ecc)». Infine, siamo all’ottava idea di Medicina Democratica, la lotta al «consumismo sanitario» attraverso campagne di informazione sui rischi da ricorso inappropriato agli esami radiologici allo sviluppo della diagnostica per immagini non ionizzante (risonanze magnetiche e ultrasuoni). Otto proposte, sottolineano i medici, tutte realizzabili in pochi mesi e tramite delibere di giunta come in alcuni casi già fatto da altre Regioni.


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