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Le 3 priorità di Rfi da 3mld: alta capacità, nodo di Bari e raddoppi

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Con la Bari-Lecce, la Bari-Taranto e la Lesina-Termoli. Tre miliardi e 3 priorità per dare alla Puglia un sistema ferroviario da terzo millennio. Cifra importante non solo rispetto alle risorse disponibili a livello nazionale ma perchè, dopo il miliardo già speso, equivale a circa la metà dell’intero fabbisogno necessario a completare l’intero programma di investimenti in Puglia che vale 8 mld e 303 milioni.

Si punta innanzitutto sull’Alta capacità Bari-Napoli (lavori in corso sulla tratta Cervaro– Bovino), per potenziare i collegamenti tra le due sponde est e ovest del Mezzogiorno e per un collegamento più veloce con Napoli e Roma. Poi Nodo ferroviario di Bari, con l’interramento dei binari a nord e a sud della città e l’eliminazione dei passaggi a livello, e con il completamento della Bari–Taranto attraverso la bretella Bellavista-Cagioni in fase di realizzazione e la tratta Bari-Bitritto bloccata da un contenzioso al Tar.

Priorità quindi a due raddoppi: tratta Lesina–Termoli sulla linea Bari-Pescara per superare l’anacronistica strozzatura che penalizza tutta la regione e la dorsale Adriatica, e tratta Taranto-Metaponto in fase di programmazione. Quindi sono in cantiere la realizzazione del raccordo ferroviario tra il porto di Taranto e la rete nazionale, l’intermodalità nell’area portuale di Brindisi, il completamento del potenziamento della Bari–Lecce, con nuove tecnologie e l’eliminazione dei passaggi a livello.

Il pacchetto ha aggiornato il quadro degli investimenti di Rfi in Puglia (proprio mentre Fs denuncia 250mila euro di danni per atti vandalici sui treni e nelle stazioni: a pag. 19) ed è stato definito in un confronto alla Regione, che sembra procedere nel mondo migliore se Cgil, Cisl e Uil lo hanno definito “utile, costruttivo e qualificato”.

Per i sindacati pugliesi la realizzazione di queste opere previste dal programma di potenziamento ferroviario, “riveste un duplice aspetto: dare un forte impulso alla costruzione del ‘sistema regionale dei trasporti e della logistica’, che è uno degli obiettivi strategici condivisi dal sindacato del Piano regionale dei trasporti, e creare sviluppo e lavoro”.

Obiettivo condiviso durante il confronto, il monitoraggio degli investimenti in rapporto allo stato di realizzazione delle opere e l’accelerazione delle procedure utili al completamento delle infrastrutture (ritardi autorizzativi ancora impediscono, ad esempio, l’avvio dei lavori sulla Lesina– Termoli). “La velocizzazione degli investimenti, in questa fase di crisi, è un obiettivo prioritario che i sindacati rivendicano a tutti i livelli”.

Ma la Puglia sta puntando anche su un altro settore strategico per la crescita logistica: la filiera dell’aerospazio. Settore per il quale si sta puntando non solo sulle infrastrutture ma sull’occupazione interessando ricerca, università e pmi. “Negli accordi di programma con le grandi industrie è stato chiesto di guardare alle piccole.

Per affrontare la sfida della competitività – ha detto l’assessore allo Sviluppo economico e Innovazione tecnologica, oltre che vicepresidente della giunta Capone – è indispensabile che le nostre pmi siano in grado di offrire prodotti innovativi e questo può essere garantito solo dallo stretto rapporto tra industria e ricerca”.

La Giunta ha stanziato 20 milioni e previsto 220 borse di studio per ricercatori formati dalle università pugliesi. Nel 2008 il distretto dell’aerospazio in Puglia ha registrato un giro d’affari per 800 milioni (pari al 10% del fatturato nazionale), conta 47 imprese e 4200 addetti. Il punto è stato fatto a Brindisi in un incontro con una delegazione di 24 operatori provenienti da 23 Paesi europei (Germania, Francia, Spagna, Svizzera) e dal Canada assieme ad oltre 50 operatori pugliesi.


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