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Vico/ Gli studenti del liceo tornano a scioperare

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Chiedono il completamento delle strutture scolastiche. Oggi niente lezioni.

 

Non cessa la protesta da parte degli studenti liceali di Vico del Gargano i quali, oggi, diserteranno le lezioni. La settimana, che s’è appena conclusa, ha registrato forte tensione, anche la clamorosa iniziativa di alcuni studenti che si sono incatenati ai cancelli dell’istituto. Stamattina mobilitazione della. componente studentesca alla quale parteciperanno anche gli studenti degli istituti dei comuni vicini. Spiegate anche le motivazioni, una sorta di piattaforma i cui contenuti guardano principalmente alle “problematiche degli edifici scolastici garganici e, soprattutto, della incompletezza di un edificio scolastico, come il liceo di Vico del Gargano, inadempienza che, dicono i ragazzi, si spiega per il fatto che la giunta provinciale assegna, seguendo logiche partitiche, tre assessorati al subappennino dauno e neanche uno al Gargano nord”. Tra le priorità che pongono gli studenti ci sono il completamento delle strutture non ultimate e complessi scolastici “atti al regolare svolgimento delle lezioni pratiche di educazione fisica audiovisivi, visto che siamo costretti a praticare tali attività in luoghi poco consoni”. E’ ormai noto a tutti che il nostro istituto, dopo cinque anni dalla sua inaugurazione non ancora dispone di una palestra, ritardo giustificato dall’assessore provinciale, Vito Guerrera, per i cosiddetti “tempi tecnici” di quindici giorni che, apportati come scusante per ben due volte, raggiungono la cifra di trenta”.
Gli studenti si dicono indignati, stanchi di una fallimentare gestione della te metano situazione dominata da logiche economiche.Qualche nota polemica nel momento in cui ricordano i casi di Rodi Garganico e Cagnano Varano, “Ove – sottolineano – sono stati edificati istituti faraonici nonostante la bassa utenza delle scuole in questione”. 
Se poi il confronto è con l’edificio vichese, sono evidenti le contraddizioni; infatti, classi di venti studenti sono sistemate in spazi di circa dodicimq; senza ricordare che in molti istituti le stesse aule ospitano contemporaneamente laboratori di fisica e chimica, audiovisivi, sale computer e proiezioni. L’altra problematica, che poi è stata la classica goccia a far traboccare il vaso, o meglio, ha dato il “la” alla protesta, riguarda l’assistenza da parte della ditta manutentrice dei sistemi di riscaldamento (attualmente gestita da una foggiana) che, chiedono i ragazzi, sarebbe auspicabile che fosse affidata a tecnici locali, per evitare, in caso di urgenza, gli annosi ritardi.
Infine, suggeriscono l’allaccio alla rete metano (la cui rete, peraltro, transita a due metri dal cancello della scuola), per gli impianti di riscaldamento e la realizzazione, ove possibile, di impianti ad energia solare, con pannelli fotovoltaici estesi sui tetti degli edifici scolastici. gli eventuali surplus di energia accumulata da questi ultimi, potrebbero essere venduti all’Enel creando, quindi, maggiori fondi per le attività scolastiche.
Francesco Mastropaolo
 


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