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Verso le Regionali 2010/ Il sindaco di Peschici/ Vecera non si sente affatto scarso (2)

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“ Il problema del promontorio è di mentalità”.

 

“La questione non è di qualità della classe dirigente, ma di mentalità. Dobbiamo imparare, tutti insieme, ad andare aldilà del nostro naso”. Il pensiero di Domenico Vecera, sindaco di Peschici, è che il miglioramento del ceto passi per il ceto dirigente stesso, per il suo confronto e per la sua immersione nella concretezza dell’oggi delle comunità. Ma l’intenzione cozza contro la realtà. Quella di un “Gargano che non ha la forza di emergere a livello provinciale, regionale e nazionale”, di una classe dirigente che “risponde più alle esigenze manifestate da un partito che a quelle dei cittadini”. Poco peso, dunque. E la scarsa rappresentanza lo dimostra. Prendere su tutti, il caso di Palazzo Dogana. Ricorda Vecera: “Abbiamo chiesto un Assessorato qualsiasi. Ci attendevamo il Turismo. Ed invece la storia la conoscete tutti”. Un lapalissiano “difetto di carisma” che impedisce il coinvolgimento e la maturazione delle nuove energie positive. Su questo, l’opinione del sindaco peschiciano differisce dal pensiero e dalle posizioni espresse, ieri, da Damiani e Squeo. Perché, se è vero che “la politica è lontana dai giovani e i giovani dalla politica”, è pur vero che la panacea di tutti i mali non è necessariamente da identificarsi nell’associazionismo attivo. “Capita spesso che le associazioni siano mosse da volontà politiche”. 


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