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Vieste/Gruppo Marcagaglia licenzia 7 lavoratori del centro turistico Pugnochiuso

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Filcams: scelta immotivata, subito tavolo di confronto.

 

Il provvedimento ha interessato le ultime unità assunte a tempo pieno. La Filcams: “La presidente di Confindustria dice che si deve fare il possibile per trattenere le persone al lavoro. Ci aspettiamo che ritorni sui suoi passi”

“ANCHE DI FRONTE ALLA CRISI OCCORRE FARE IL POSSIBILE PER TRATTENERE LE PERSONE AL LAVORO. Licenziare non fa parte della cultura degli imprenditori”. E´ il refrain che ama ripetere da mesi a giornali e associati Emma Marcegaglia.

“Peccato che a Vieste, in provincia di Foggia, la presidente nazionale di Confindustria abbia scelto di agire in maniera opposta a quel che va pronunciando”.

E´ la denuncia della FILCAMS CGIL di Capitanata in merito alle sette lettere di licenziamento spedite in data 12 novembre 2009 ai dipendenti del centro turistico Pugnochiuso, acquistato nel 2001 dall´Eni.

Un villaggio turistico storico, insediato in una delle baie più belle del Gargano, voluto proprio da Enrico Mattei negli anni sessanta, che si innamorò di quel pezzo di costa tra Mattinata e Vieste. Oggi conta su due alberghi, oltre a camere, bungalows e appartamenti per la formula residence.

“Siamo spiacenti di doverle comunicare – si legge nella missiva firmata dal direttore generale del Gruppo Marcagaglia – che a seguito della riduzione dei periodi della attività stagionale ed in conseguente risultato passivo che continua a verificarsi da più anni, la sua attività lavorativa non può essere proficuamente utilizzata dall´azienda”. Un licenziamento per “giustificato motivo oggettivo ai sensi dell´art. 3 della legge 604/96”, a far data dal 14 novembre.

“Abbiamo chiesto al sindaco di Vieste, Ersilia Nobile, che è stata già sensibilizzata e si è mossa per il futuro occupazionale delle sette unità – afferma Mary Manocchio, segretaria generale della FILCAMS CGIL di Foggia – di convocare urgentemente un tavolo con le parti interessate.

La decisione presa dal Gruppo Marcegaglia è a nostro avviso immotivata e i licenziamenti potevano essere evitati. Inoltre si tratta di una scelta che non può non incidere anche sul dibattito che assieme alla Regione, agli operatori, alle istituzioni, stiamo portando avanti da tempo per qualificare il turismo sul Gargano e spingerlo alla destagionalizzazione. Se una rinuncia su questo versante arriva dal più grande gruppo presente sul territorio, che segnale può trarne tutto il contesto?”.

I sette lavoratori licenziati – un falegname, lo chef, l´addetto allo stabilimento, il responsabile della cucina, un impiegato amministrativo, un direttore d´albergo – “durante periodi invernali usufruivano di ferie e permessi – spiega Mary Manocchio – e inoltre avevano accettato un demansionamento e a rotazione svolgevano anche servizi di guardiania e manutenzione.

Inoltre, proprio ricorrendo a ferie non godute, permessi, riposi, c´era chi poteva coprire il periodo che andava dal 17 ottobre fino a tutto gennaio. Mese dal quale si poteva cominciava a lavorare per la nuova stagione, evitando così il licenziamento”.

In questi anni, denuncia ancora la FILCAMS CGIL foggiana, “i servizi di amministrazione e booking, prima svolti all´interno del centro turistico di Pugnochiuso, sono stati esternalizzati ad un´altra società di Marcegaglia.

Così come negli ultimi due anni si è proceduto ad assunzioni a tempo determinato fuori territorio. E dire – prosegue Mary Manocchio – che l´accordo di acquisto siglato nel 2001 prevedeva il mantenimento delle 16 unità lavorative allora occupate a tempo pieno.

Nel frattempo si è scesi a 7 con pensionamenti e fuoriuscite, senza ricorrere ad un turn over.

Ed ora Marcegaglia sceglie di licenziare anche i dipendenti rimasti, che hanno un´età media superiore ai 50 anni, che lavoravano nel centro turistico da più di 20 anni, e per i quali l´eventuale ricollocazione sarà difficile”.

Caso limite quello dello chef, che a luglio avrebbe maturato i requisiti per la pensione. “C´è da aggiungere che dal 2001 la stagionalità non è mai cambiata a Pugnochiuso, anzi è stata attuata una strategia che puntando ad un target alto ha portato alla perdita di una clientela medio-bassa che soprattutto attraverso le organizzazioni dei Cral garantiva presenze soprattutto nei periodi di bassa stagione”.

Da qui l´appello della FILCAMS a rivedere la decisione presa, “considerati anche gli interessi imprenditoriali che il Gruppo Marcegaglia ha nel nostro territorio, che già sta pagando duramente gli effetti di una crisi gravissima che si somma a negatività di contesto per le quali, un sindacato di programma come il nostro, è impegnato a superare, anche e soprattutto puntando su un settore vitale per la nostra provincia come quello turistico”.

CGILFOGGIA


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